Santo subito, in attesa di un miracolo

beatificazionesliderLa folla durante la canonizzazione di Giovanni Paolo II ne ha invocato la santità. Ma serve un’altra prova

 

ROMA – La giornata epocale vissuta ieri da Roma nel segno di Karol Wojtyla potrebbe presto ripetersi. La Città Eterna tornerà certo a riempirsi di pellegrini e papaboys provenienti da ogni parte del mondo quando il beato Giovanni Paolo II sarà proclamato santo, raggiungendo la stazione d’arrivo del processo di canonizzazione.

C’è chi, da punti d’osservazione autorevoli, azzarda pronostici ottimisti. Il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone ha già fornito la tabella di marcia. Secondo il cardinale salesiano infatti, per la canonizzazione saranno sufficienti “pochi anni, basterà che ci sia un miracolo scientificamente provato e giudicato inspiegabile dal punto di vista scientifico, dalla commissione medica, dalla commissione teologica e dalla plenaria dei cardinali e dei vescovi membri della congregazione per le cause dei santi”.

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Ora, la Chiesa sa bene che non si può fissare il timing per i miracoli. Sarebbe come volere forzare la mano a Dio. I miracoli sono gesti gratuiti dell’Onnipotente, rispetto ai quali le anime già accolte in Paradiso svolgono solo una funzione di intercessione, portando a Lui le richieste di grazie che vengono affidate loro dai fedeli nella preghiera. A far ipotizzare tempi relativamente rapidi è solo il cauto confronto con i casi recenti di altri canonizzati cari a milioni di devoti in tutto il mondo, come lo è papa Wojtyla. San Pio da Pietrelcina, per esempio, era stato dichiarato beato il 2 maggio 1999, e fu canonizzato solo tre anni dopo, il 16 giugno 2002. Josemarìa Escrivà, fondatore dell’Opus Dei, proclamato beato il 7 maggio 1992, fu riconosciuto santo dieci anni dopo, il 6 ottobre 2002. Madre Teresa di Calcutta è stata proclamata beata il 19 ottobre 2003, a soli sei anni dalla morte. Ma il processo di canonizzazione, iniziato dalla diocesi di Calcutta nel 2005, non si è ancora concluso.

Come ripete anche il cardinale Bertone, per arrivare alla proclamazione di santità del beato Wojtyla sarà necessario e sufficiente un altro miracolo ottenuto grazie alla sua intercessione e verificato da tutti i livelli di competenza della Congregazione per le cause dei santi. Ma anche su questo punto risultano fuorvianti le affrettate conclusioni di commentatori entusiasti secondo cui il miracolo che farà santo Giovanni Paolo II è “già pronto”, basta selezionarlo nella mole di grazie e guarigioni segnalate e raccolte durante il processo di beatificazione. Infatti, secondo le regole ordinarie della Chiesa, ritoccate anche sotto il pontificato di Benedetto XVI con l’istruzione Sanctorum Mater del 2007, il miracolo utile per portare a compimento la proclamazione di santità deve avvenire successivamente al decreto che consente il culto del beato. Deve quindi essere una grazia nuova, avvenuta dopo la beatificazione.

Forse nella foga di accelerare i tempi, la deputata Pdl Michaela Biancofiore ha proposto di trasformare a stretto giro in miracolo d’ispirazione wojtyliana la deflagrante e sanguinosa notizia del giorno: “L’eliminazione da parte delle forze Usa dello sceicco del terrore Bin Laden all’indomani della beatificazione di Giovanni Paolo II – ha pontificato la parlamentare Pdl – può essere letta come un nuovo enorme miracolo per il mondo regalato dal Papa più amato che tanto tuonò contro la rete del terrore”.

Per fortuna sono arrivate anche le parole di padre Federico Lombardi: “Di fronte alla morte di un uomo, un cristiano non si rallegra mai, ma riflette sulle gravi responsabilità di ognuno davanti a Dio e agli uomini”, ha detto il saggio gesuita che dirige la Sala Stampa vaticana. Ricordando indirettamente a tutti – compresi i deputati stra-parlanti – che è sempre bene attenersi ai buoni proverbi di una volta. Quelli che invitavano a scherzare con i fanti, ma a lasciar stare i santi.

(Gianni Valente)

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