Aeroporti di Roma e il “mistero” degli eucalipti

fiumicino-alto-sliderMille arbusti presenti sul litorale romano saranno abbattuti. “Per il raddoppio di Fiumicino”, denuncia il Pd

 

ROMA – Circa mille tra eucalipti frangivento e pini presenti sul litorale romano, in una zona agricola al confine con l’aeroporto di Fiumicino, nei pressi del cimitero di Santa Ninfa, stanno per essere abbattuti in maniera radicale in vista di un primo passo – o almeno così sembra – verso il raddoppiamento del “Leonardo da Vinci”. L’allarme arriva dai senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, che hanno presentato un’interrogazione parlamentare. Ma Adr smentisce e parla di semplici misure di sicurezza.

“L’abbattimento di mille alberi a pochi metri dalla Riserva statale del litorale romano, dove ricade l’aeroporto di Fiumicino – si legge nell’interrogazione – pare essere la prima mossa sulla strada della cementificazione dei 1.300 ettari di agro romano da parte di Aeroporti di Roma, che forse vuole anticipare i tempi del faraonico progetto di raddoppio di Fiumicino, a spese dell’ambiente e della tutela della salute”.

Adr, la società proprietaria dei terreni che gestisce l’aeroporto, spiega dal canto suo a Romacapitale.net che, secondo gli allegati D e E della scheda numero 7 del Piano Nazionale di Sicurezza, lungo l’intera recinzione dell’aeroporto non possono esservi alberi pericolanti o rami che sporgono e intralciano la visione: ecco perché si sta provvedendo a potare o tagliare del tutto gli eucalipti, molti dei quali avevano rami sporgenti. “Non c’era nessun altro motivo di abbattere gli alberi – spiega Adr – all’infuori di questo”.

“Se gli eucalipti costituivano effettivamente un pericolo al traffico aereo – risponde il Partito Democratico – sarebbe stato sufficiente potarli, salvaguardando così il legno vivente, che trattiene il carbonio atmosferico e la loro funzione di protezione delle colture dal forte vento”.

Ma l’interrogazione del Pd va oltre e punta il dito contro “un progetto fortemente speculativo la cui utilità per Roma e l’Italia è ancora tutta da dimostrare. Oltre ai supposti vantaggi per il sistema aeroportuale – spiegano i senatori – occorre ricordare quali saranno le ricadute in termini di nuove cubature che il progetto di raddoppio di Fiumicino porterà con sé”. In particolare, secondo gli ultimi progetti il nuovo scalo si estenderà su 1.300 ettari, di cui l’8,2 per cento destinato a hotel, uffici, centri congressi e negozi per circa 1.066.000 metri quadri di cemento e mattoni. “La gran parte di queste strutture – continuano – ricadranno sui mille ettari di proprietà di un unico soggetto privato, ovvero Benetton”.

E sono in molti a temere che il Gruppo Benetton (che attraverso Gemina controlla Aeroporti di Roma e con un’altra società i terreni di Maccarese) si comporti nei confronti del principale scalo romano come già accaduto con Autostrade, quando presentò investimenti faraonici che vennero poi puntualmente bloccati in attesa che il Governo stabilisse un aumento delle tariffe.

Da parte sua Adr tiene a ricordare che il Piano di sviluppo a nord dell’aeroporto di Fiumicino “prevede la creazione, entro il 2020, di trentamila nuovi posti di lavoro e una struttura in grado di accogliere 70 milioni di passeggeri previsti fino al 2026. L’aeroporto – spiegano – cresce normalmente del 7 per cento l’anno in termini di passeggeri, perché Roma è una meta molto ambita nel turismo internazionale. A questo va aggiunto, solo a titolo di esempio, che la Cina sta costruendo ben 11 aeroporti contemporaneamente: il traffico di turisti che arriverà a Roma, così, crescerà in maniera esponenziale. Per questo c’è bisogno di ampliare lo scalo romano, per non parlare poi dell’opportunità delle Olimpiadi del 2020 o del Giubileo del 2025”.

“Noi – conclude Adr a Romacapitale.net – lavoriamo attualmente al 105 per cento della nostra capacità: un ampliamento dell’aeroporto è necessario al sistema-Paese affinché Fiumicino possa diventare il primo vero e unico aeroporto del Mediterraneo. In 15 giorni confidiamo che il Governo accolga il nuovo Piano regolatorio e tariffario che permetterà di fare 4,5 miliardi di euro di investimenti privati fino al 2020 e 12 miliardi di euro fino al 2044”.

Ad Adr fa eco quasi contemporaneamente l’amministratore delegato di Enav Guido Pugliesi, che in linea con il motto “no a nuovi scali, potenziamo quelli esistenti”, accusa senza mezzi termini l’inadeguatezza di Fiumicino. “Quello che dovrebbe essere l’hub più importante del sud Europa e del Mediterraneo ha una situazione infrastrutturale preoccupante: se non si inizia subito a dare seguito ai massicci investimenti, tra due o tre anni rischia di esserci un serio problema di capacità dell’aeroporto”. Che solo nel 2010, aggiungiamo noi, ha avuto un incremento di traffico rispetto all’anno precedente del 7,6 per cento, attestandosi con 35.956.295 passeggeri al primo posto in Italia.

Ma ad affermare l’inadeguatezza dello scalo sono un po’ tutti, dal sindaco Gianni Alemanno (speranzoso di poter riportare a Roma le Olimpiadi nel 2020, dopo il flop del 2004) al presidente di Alitalia al presidente di Enac. E proprio all’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile le bocche al momento sono cucite: durante il Consiglio di Amministrazione di oggi si è parlato solamente di Sea-Aeroporti di Milano e dello scalo di Trapani. Almeno ufficialmente.

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