Fondi Forze ordine, il dietrofront di Tremonti spacca il Governo

poliziottiLa Camera modifica i riconoscimenti economici ai poliziotti. Che denunciano l’ennesima pugnalata

 

ROMA – È braccio di ferro tra Governo e sindacati di polizia: la Commissione Bilancio ha infatti annullato alcune importanti modifiche al Decreto legge sulle misure urgenti per il personale di forze dell’ordine e militari che elargiva un riconoscimento economico al comparto Sicurezza, scatenando le ire dei diretti interessati.

“La maggioranza di Governo approva l’ennesima pugnalata alle spalle dei poliziotti” hanno commentato i sindacati di polizia Siap, Silp-Cgil, Coisp e Anfp, che minacciano di scendere “in piazza, di continuo e anche durante le imminenti tornate elettorali, a testimoniare ai cittadini l’assoluta pochezza e il forte disinteresse del Governo nei confronti di chi garantisce la sicurezza di tutti e dell’intero Paese”.

Decisivo, nella vicenda del decreto sui riconoscimenti al personale del Comparto Sicurezza e Difesa, l’intervento di Giulio Tremonti: il Superministro ha stretto i cordoni della borsa facendo sì che la Commissione Bilancio vanificasse, di fatto, tutti i provvedimenti approvati dalle Commissioni Difesa e Affari Costituzionali.

Le due commissioni avevano infatti approntato alcune modifiche al decreto governativo. L’una tantum originaria era stata così trasformata in una voce dello stipendio: una misura che avrebbe inciso anche sulla pensione e sul Tfr. Erano stati inoltre introdotti altri meccanismi per destinare in futuro eventuali risparmi a poliziotti, militari e vigili del fuoco. Le modifiche erano state votate da Pdl e Lega, con il parere positivo del sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto.

Nessuno però aveva fatto i conti con il niet della Commissione Bilancio, che ha di fatto spaccato la compagine di governo. Una rottura che ha creato non pochi malumori all’interno del Pdl, al punto che prima dell’inizio dei lavori dell’Aula si è svolta una riunione cui hanno partecipato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito, i capigruppo di Pdl e Lega Fabrizio Cicchitto e Marco Reguzzoni, il presidente della Commissione Bilancio Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario all’Economia Luigi Casero e i sottosegretari alla Difesa Giuseppe Cossiga e Guido Crosetto, per tentare un accordo tra le esigenze dei due dicasteri.

Negli ultimi tempi, però, le mediazioni non sempre riescono con successo tra le fila della maggioranza. Così il Tesoro ha tenuto duro e l’Aula della Camera ha recepito le richieste della commissione Bilancio cancellando le modifiche fatte dalle commissioni di merito e prestando il fianco alle critiche dell’opposizione, che non ha esitato a parlare di una “maggioranza schizofrenica”.

Per questo, come previsto, i sindacati di polizia hanno scelto la linea dura, al punto di arrivare a minacciare, “se l’Assemblea non ripristinerà gli emendamenti già approvati, una protesta eclatante contro un Governo che mentre da un lato chiede continui sacrifici ai propri servitori in divisa, superiori a quelli che vengono chiesti a qualsiasi altro dipendente dello Stato, dall’altro li tratta alla stessa stregua di qualsiasi altro lavoratore pubblico al quale, però, non sono richiesti gli stessi sacrifici”.

La partita potrebbe riaprirsi ma, in ogni caso, bisognerà fare i conti col Tesoro, se è vero che, come ha sottolineato anche il deputato Pd Massimo Vannucci, il rischio, anche in caso di approvazione, sarebbe stato quello “di un decreto senza copertura finanziaria che avrebbe obbligato il presidente Napolitano a rinviare il testo al Parlamento in base all’articolo 81 della Costituzione”.

(Noemi Trino)

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