Caos rifiuti a Roma, cittadini temono l’effetto Napoli

rifiuti-roma-sliderAma: la causa è la chiusura di un sito di smaltimento. Sporcizia e cattivo odore nei quartieri a sud-est

 

ROMA – Circa mille tonnellate di rifiuti invadono le strade di Roma. Si sono accumulate dal primo maggio ad oggi nel quadrante sud-est della città, da San Giovanni a Centocelle: immondizia visibile ai lati dei cassonetti la cui raccolta, riferiscono dall’Ama, è stata rallentata a causa della chiusura dell’impianto di smaltimento privato di via Rocca Cencia 27, che secondo il Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri non è a norma. Ma mentre dalla municipalizzata per l’ambiente annunciano che il problema è “risolto”, per le strade questa mattina era ancora il caos, con le associazioni dei consumatori sul piede di guerra.

Il problema si fa sentire soprattutto tra San Giovanni e Furio Camillo, dove la spazzatura degli ultimi giorni si somma a quella prodotta dai tanti pellegrini arrivati a Roma per la beatificazione di Giovanni Paolo II e, soprattutto, dal concerto del Primo Maggio in piazza San Giovanni. Situazione difficile anche al Pigneto e sulla Casilina, dove le decine e decine di sacchi accatastati accanto ai cassonetti strapieni stanno provocando un forte odore nauseabondo.

Due municipi, il VI e il IX, sono anche interessati dalla raccolta porta a porta e così, non essendoci i cassonetti per l’indifferenziata in strada, non solo i cittadini hanno lasciato per terra i sacchetti, ma in molti casi li hanno buttati (vanificando così l’effetto-riciclo) all’interno dei contenitori per la carta, la plastica o il vetro.

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L’Ama ribadisce che soprattutto grazie agli interventi straordinari della notte il problema “è risolto” e la situazione tornerà “sotto controllo” entro qualche giorno. L’attività dell’impianto di proprietà della Colari era stata sospesa all’inizio della settimana per disposizione della provincia di Roma: il deposito, infatti, era autorizzato per ricevere 600 tonnellate al giorno ma ne ospitava invece 1.000, quasi il doppio.

La durata per svolgere i lavori di adeguamento al momento si stima in tre mesi, periodo nel quale verrà utilizzato – grazie a un’ordinanza preparata in fretta e furia martedì sera dal sindaco Alemanno – l’impianto Ama di via Rocca Cencia 301. Si tratta, in entrambi i casi, di “stazioni di trasferenza” in cui i rifiuti indifferenziati vengono ammassati prima di venire conferiti definitivamente nella discarica di Malagrotta.

“È scandaloso che un intero quadrante della Capitale – accusa il capogruppo Udc in Campidoglio Alessandro Onorato, tra i primi a segnalare l’emergenza – sia letteralmente invaso dai rifiuti. Comprendiamo che la Capitale negli ultimi giorni sia stata sollecitata da eventi eccezionali come la beatificazione di Papa Wojtyla e il concerto del Primo maggio, ma la situazione è davvero inaccettabile”. E mentre il segratario romano del Pd Marco Miccoli si chiede cosa stia succedendo in città e l’Italia dei Valori annuncia una “mostra pubblica e itinerante” con cinquemila scatti “in modo che i romani possano vedere i risultati della cura Alemanno”, il Codacons chiede l’invio dei militari come a Napoli.

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