Governo, ecco i “nuovi 10” di Berlusconi

rimpasto-SLIDERNella nuova “infornata” di sottosegretari Responsabili ed ex Fli. L’ira del Pd: “Siamo al mercato delle vacche”

 

ROMA – Alla fine è arrivato il tanto atteso rimpasto: sono nove i nuovi sottosegretari, tutti o quasi provenienti dalle fila dei Responsabili e da quelle dei fuoriusciti di Fli. Nomine – come quella di Massimo Calearo o di Catia Polidori – che faranno discutere e che hanno spinto l’opposizione, per voce della capogruppo al Senato del Pd Anna Finocchiaro, a parlare di una “logica spartitoria da mercato delle vacche”.

“So che ci saranno tante ironie sulla nomina dei sottosegretari – ha spiegato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi – ma non mi sembra siano fondate perché questi sottosegretari fanno parte di quella terza gamba che si è formata in sostituzione di Fli che si è portato al centro e praticamente all’opposizione di questo governo, liberando posti che ci è parso assolutamente logico assegnare”. Per il premier l’operazione di oggi permetterà al Governo “di operare in Parlamento con una maggioranza coesa e sicura che ci permetterà di realizzare quelle riforme che non sono state possibili a causa dell’opposizione di Gianfranco Fini”.

“L’antico omonimo del neo-sottosegretario Catone non avrebbe dubbi – ha commentato il capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro – uno spettacolo penoso che lo farebbe rivoltare nella tomba. Importanti posti governativi – ha aggiunto la senatrice – sono stati divisi secondo una logica spartitoria veramente inaccettabile”. Per il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, “il Governo è sempre di più la copia fotostatica del governo Prodi: oggi ha dovuto fare un’infornata di sottosegretari per poter restare in Parlamento”. Fredda anche la corrente dei Cristiano Popolari: Mario Baccini e Giuseppe Galati hanno “preso atto” che “gli impegni assunti dal presidente del Consiglio non sono stati mantenuti”.

Il rimpasto non è però finito: spiccano, nell’elenco delle nomine, le assenze di Francesco Pionati e Anna Maria Bernini, a cui, probabilmente, andrà la poltrona di viceministro. E in effetti lo stesso Berlusconi ha annunciato di volere effettuare altre nomine, chiedendo così al Quirinale una deroga al tetto fissato “per necessità di governo”.

In generale è probabile che il premier voglia tenersi vuota ancora qualche poltrona, per sfruttarla come dono di scambio da offrire agli scontenti del Terzo Polo (soprattutto Udc e Fli). L’obiettivo ultimo è l’agognata quota 330 deputati alla Camera.

Per quanto riguarda il nodo delle Politiche comunitarie, Berlusconi potrebbe invece pensare, dopo le elezioni amministrative, di offrirla di nuovo a Ronchi o a Urso per infliggere il colpo di grazia finale a Fli, che già alle amministrative rischia il flop.

Andiamo a vedere, nel dettaglio, le nuove cariche di governo stabilite dal Consiglio dei Ministri:

roberto-rosso-2ROBERTO ROSSO, Sottosegretario alle Politiche Agricole
Ex-democristiano, già sottosegretario al Lavoro nel 2005, nel novembre 2010 aveva lasciato il Pdl per aderire a Futuro e Libertà per l’Italia, il gruppo del presidente della Camera Gianfranco Fini. Oggi Roberto Rosso è stato nominato nuovo sottosegretario alle Politiche Agricole

Una scelta di cui si pentirà pochi mesi dopo, a seguito di un incontro con il presidente del Consiglio che, nel racconto del neo-sottosegretario, assume contorni quasi mistici: “Il mio rapporto con Berlusconi è meraviglioso, inossidabile, denso, felice”, spiegava subito dopo il rientro al quotidiano “La Repubblica”. Anche perché a tener salda questa relazione c’è una comune fede religiosa: “Si sa che lui è un salesiano fervente e San Giovanni Bosco è mio prozio”.

 

luca-bellottiLUCA BELLOTTI, Sottosegretario al Welfare
Stesso iter per il neo-sottosegretario al Welfare Luca Bellotti: a luglio 2010 aderisce a Futuro e Libertà per l’Italia e rassegna le dimissioni da vice-coordinatore provinciale del Pdl a Rovigo. Una scelta di cui si dice certo il 17 febbraio, quando afferma: “Continuo a credere in questo progetto politico e sono onorato di ricoprire l’incarico di responsabile degli Enti Locali del partito”.

Ma qualcosa lo spinge a tornare sui propri passi assai velocemente: due giorni dopo, sabato 19 febbraio, l’ufficio stampa del Pdl rende noto che l’onorevole Bellotti ha deciso di lasciare il partito e il gruppo del Fli per rientrare all’ovile. E a chi si domandava il perché di una virata così repentina, il partito fa sapere che “l’onorevole Bellotti ha motivato la sua scelta spiegando di avere da sempre una storia politica di centrodestra”.

 

 

 

 

 

daniela-melchiorre

DANIELA MELCHIORRE, Sottosegretario allo Sviluppo economico
Daniela Melchiorre sembra il paradigma di una prassi tutta italiana: quella del trasformismo. Classe 1970, pochi anni fa era presidente della Margherita a Milano: nel 2006 è stata sottosegretario alla giustizia nel governo Prodi. Ma quando il governo cade ci ripensa e si ricandida, questa volta nelle liste del Pdl, precisamente in quota Liberaldemocratici. Rientra nel 2008 all’opposizione per tentare la partita delle elezioni europee. L’avventura non è delle più felici, ma la Melchiorre rimane all’opposizione e il 15 dicembre i Lib-dem confluiscono nel “Polo della Nazione” insieme a Fli, Udc, Mpa, Api, Pli e Repubblicani.

Fino al 5 aprile, quando la Camera è chiamata a pronunciarsi sul conflitto di attribuzione sul procedimento a carico del presidente Berlusconi riguardante i reati di concussione e prostituzione minorile. In quest’occasione il magistrato Melchiorre cambia idea e insieme a Italo Tanoni e Aurelio Misiti si riallinea alla maggioranza. Oggi è uno dei nuovi sottosegretari allo Sviluppo economico.

 

 

 

catia-polidoriCATIA POLIDORI, Sottosegretario all’Economia
Di Catia Polidori si è largamente parlato: nota per essere una fedelissima di Gianfranco Fini, nell’agosto del 2010 aveva abbandonato il Pdl per sostenere il presidente della Camera nella sua nuova avventura politica. Ciononostante, il 14 dicembre scorso vota contro la sfiducia al Governo Berlusconi, spiazzando i finiani e provocando un vespaio di polemiche. Alimentate dalle dichiarazioni a caldo dell’onorevole Barbareschi, che commentando sulla scelta di voto della collega denuncia: “Questa è corruzione di pubblico ufficiale. Sappiamo per certo che la Polidori, la cui azienda di famiglia è il Cepu (il Consorzio europeo preparazione universitaria, ndr), ha ottenuto rassicurazioni che la favoriscono”.

La Polidori rivendicherà a sua difesa: “È un caso di omonimia, il Cepu non è mio” ma l’improvviso voltagabbana l’ha già resa bersaglio di un numerosissimo gruppo di Facebook dal titolo eloquente: “Vergognati, Catia Polidori!”, che ha raggiunto quota 22.670 fan. Che continuano a esprimere la propria indignazione anche oggi, dopo la nomina dell’onorevole a sottosegretario all’Economia.

 

massimo-calearoMASSIMO CALEARO, Consigliere personale del Presidente per il Commercio estero
Il caso di Massimo Calearo ha scosso invece le fila del centro-sinistra, chiamato a interrogarsi sulle modalità di composizione delle proprie liste. Imprenditore veneto, ex-“pupillo” di Walter Veltroni, nel 2008 è stato candidato ed eletto alla Camera quale capolista del Partito Democratico nella circoscrizione Veneto 1. Una candidatura discussa, la sua, ma l’onda lunga delle polemiche non ha smosso il candidato premier: “Muoverà il mondo delle imprese verso il Partito Democratico” si disse. Così non è stato e l’unico a spostarsi è stato proprio lui, verso il Pdl.

All’indomani del trionfo di Bersani alle primarie lascia il partito per entrare in Alleanza per l’Italia, il movimento nel frattempo fondato da Francesco Rutelli. Fino alla virata finale del novembre 2010: nel dubbio a destra, deve essersi detto. E fu proprio lui, insieme a Scilipoti e Cesario a coniare l’espressione “responsabili”. Oggi è consigliere personale del presidente per il Commercio estero.

 

 

bruno-cesarioBRUNO CESARIO, Sottosegretario all’Economia
Bruno Cesario, è stato scritto, ha attraversato praticamente tutte le formazioni della politica italiana degli ultimi anni. Anche se, a sua discolpa, ha una propria personale teoria politica: “Non sono io che cambio partito… no: sono i partiti che cambiano. Io sono solo costretto ad andarmene”. Un percorso obbligato che lo ha visto muovere i primi passi con la Democrazia Cristiana, poi approdare ai Popolari di Gerardo Bianco. Un periodo di transito nella Margherita fino al Partito Democratico che, a suo dire, ha “contribuito a fondare” ma che ha dovuto abbandonare perché “all’improvviso sono spuntati troppi comunisti”.

Per fortuna rimane l’opzione Api di Rutelli fino al grande salto nel Gruppo misto. Siamo a settembre 2010, e a chi gli chiede cosa avrà dal presidente Berlusconi per il sostegno politico assicura: “Niente, zero, zero assoluto. Giuro: non mi hanno dato niente”. Fino a oggi, quando è diventato sottosegretario all’Economia.

 

 

 

aurelio-misitiAURELIO MISITI, Sottosegretario alle Infrastrutture
Come nella più classica delle parabole politiche nasce incendiario e fiero per poi scegliere la divisa da pompiere Aurelio Misiti, neo-sottosegretario alle Infrastrutture. Così, dopo un passato nel Pci e nella Cgil-Scuola, nel 1994 “scende in campo” al fianco di Berlusconi. Ma poi passa nell’Italia dei Valori tra le cui fila milita per due legislature consecutive. Attirato dal progetto politico di Raffaele Lombardo, nel maggio del 2010 passa con il Movimento per l’Autonomia.

Fino al colpo di scena dello scorso febbraio: alla Camera si vota per l’autorizzazione a perquisire gli uffici del ragioniere Spinelli, fiduciario di Berlusconi e Misiti decide di passare con il premier.

 

riccardo-villariRICCARDO VILLARI, Sottosegretario ai Beni Culturali
Ha già conquistato gli onori delle cronache il neosottosegretario ai Beni Culturali Riccardo Villari. Esponente del Pd, è stato eletto nel novembre 2008 alla presidenza della Commissione di Vigilanza Rai grazie ai voti del Pdl, mentre il Pd con l’Italia dei valori e l’Udc sostengono Leoluca Orlando. Villari rifiuta però di dare le dimissioni in seguito all’accordo raggiunto fra le due parti sul nome di Sergio Zavoli viene espulso dal gruppo parlamentare del Pd e in seguito dal partito.

Aderisce al Movimento per le Autonomie di Lombardo fino al 2 marzo scorso, quando si aggrega al gruppo parlamentare a sostegno della maggioranza di governo “Coesione nazionale”, di cui è vicepresidente.

 

 

 

 

giampiero-catoneGIAMPIERO CATONE, Sottosegretario all’Ambiente
Ex-segretario organizzativo del movimento Democrazia Cristiana per le Autonomie, nel 2006 Catone è eletto deputato alla Camera nella lista di Forza Italia e aderisce al gruppo Dca-Nuovo Psi.

Rieletto deputato per il Pdl, il 23 settembre 2010 lascia per aderire, insieme ai suoi circoli, a Futuro e libertà per l’Italia. È l’unico finiano a non firmare la sfiducia al governo Berlusconi presentata dal Fli, Udc, Api ed Mpa e il 14 dicembre decide di dargli la fiducia contro la decisione del Gruppo per poi volare nel Gruppo misto insieme a Maria Grazia Siliquini, Catia Polidori e Silvano Moffa. Oggi è sotto-segretario all’Ambiente.

 

 

 

antonio-gentileANTONIO GENTILE, Sottosegretario all’Economia
Il senatore calabrese del Pdl Antonio Gentile è il nuovo sottosegretario all’Economia. È il meno noto tra i nuovi nominati, non ha militato in Fli né ha recentemente cambiato poltrona. In passato è stato segretario della Commissione Finanze e Tesoro e membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa.

(Noemi Trino)

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