La Multiservizi ricorre contro un suo azionista

tarL’azienda contesta esito di una gara indetta dal Comune che detiene il 15% del capitale, ma il Tar boccia il ricorso

ROMA – La II sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, presieduta da Luigi Tosti, ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla Roma Multiservizi contro l’aggiudicazione di una gara indetta nel febbraio del 2010 dal Comune di Roma, Dipartimento risorse economiche, per l’affidamento dei “Servizi di prima accoglienza e di ausilio agli uffici del Dipartimento risorse economiche del Comune di Roma”, e contro Securitalia Srl, la società che si era aggiudicata l’appalto.
Il bando concerneva le prestazione di ausilio agli uffici servizi di accoglienza; distribuzione della numerazione d’accesso e indirizzo dell’utenza agli sportelli tematici; gestione delle priorità d’attesa distribuzione della modulistica in uso al Dipartimento; facilitazione per l’accesso a portatori di handicap ai locali del dipartimento; ausilio nell’archiviazione di atti; distribuzione della corrispondenza.

Roma Multiservizi è una società a capitale misto pubblico-privato. Il socio pubblico è, ironia della sorte proprio il Comune di Roma che detiene il 15% dell’azienda, mentre il restante 36 è della Ama Spa, la municipalizzata anch’essa del Comune. Tra i soci privati ci sono la Manutencoop Facility Management SPA e di La Veneta Servizi SPA, entrambe aziende leader nei settori dell’igiene urbano e del facility management.

Il ricorso presentato dalla Multiservizi di Roma si basava sulla illegittimità del procedimento “per avere del tutto omesso di indicare il CCNL da applicare ai lavoratori dipendenti dell’impresa aggiudicataria della gara. Tale omissione – si legge ancora nel ricorso introduttivo – ha favorito la Securitalia che ha potuto formulare un’offerta con un prezzo più basso. Inoltre si contestava al Comune di aver totalmente omesso “di ottemperare alle pattuizioni intervenute con l’odierna ricorrente in ordine alla salvaguardia della stabilità del personale attualmente impiegato nella esecuzione dei servizi oggetto di affidamento. Infine tra le cause del ricorso vi era quella dell’erronea nomina di uno dei componenti della commissione incaricata della valutazione di congruità delle offerte per incompetenza, non trattandosi di dipendente dell’Amministrazione esperto nel settore del contratto da stipularsi.

Il Tar però ha giudicato inammissibile il ricorso sottolineando come la società ricorrente non ha offerto, in nessuna parte dell’atto introduttivo né nella documentazione elencata e prodotta, alcuna dimostrazione utile a ritenere che, nonostante la quinta posizione in graduatoria, l’accoglimento dei motivi di censura le avrebbe consentito, direttamente o indirettamente per il tramite della riedizione della gara, di assumere – seppur probabilisticamente – una posizione idonea ad aspirare seriamente all’aggiudicazione della selezione. Della serie che – ammesso e non concesso che ve ne fossero gli estremi – a far ricorso al Tar avrebbero dovuto essere eventualmente le tre imprese che precedevano la Multiservizi in graduatoria.

(Nerina Stolfi)

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