Roma 2020 vs Torino 2006. Al centro Mario Pescante

pescanteAl centro della querelle 40milioni e il presidente Pescante, che quei soldi vorrebbe prendersi

 

 

ROMA – Il lavoro del Comitato promotore Roma2020 prosegue nel più assoluto riserbo. Il direttore generale Ernesto Albanese ha presentato in questi giorni ai membri del Comitato un primo elenco dei temi (impiantistica sportiva, logistica, accoglienza, ambiente, risorse finanziarie, ecc.) destinati a formare il dossier olimpico che costituirà lo strumento fondamentale per la promotion della candidatura capitolina. Una volta definite le aree tematiche, una società di “cacciatori di teste” selezionerà per ciascuna area un responsabile incaricato di preparare il report specifico. I tempi, come al solito, sono stretti perché il 2013, quando a Buenos Aires si riunirà il Comitato olimpico internazionale (CIO) per decidere la sede, è dietro l’angolo.

Intanto il presidente del Comitato, Mario Pescante, è impegnato a trovare le ingenti risorse finanziarie necessarie a sostenere la candidatura di Roma. E tutte le strade sono buone per arrivare allo scopo, compresa quella di chiedere al Governo di “dirottare” su Roma quei 40 milioni di euro stanziati per le Olimpiadi invernali di Torino 2006 e mai erogati. Appena la voce si è diffusa in Parlamento, i colleghi piemontesi dell’on. Pescante hanno presentato una mozione bipartisan per “intimare” al Governo di non toccare quei fondi che spettano alla Regione Piemonte. Soldi anticipati dai comuni montani che hanno ospitato alcune delle gare dell’Olimpiade 2006 e che oggi li utilizzeranno per realizzare infrastrutture, rilanciare il turismo, ridurre il deficit. Il braccio di ferro tra la legittimità dello stanziamento piemontese e l’opportunità del fabbisogno romano è appena cominciato.

(Federico Pasquali)

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