Anche la Corte dei conti si preoccupa per i siti archeologici

pompeiL’indagine ha evidenziato diverse criticità: dall’ineguatezza delle risorse all’inefficienza delle procedure

ROMA – Dopo i clamorosi fatti di cronaca e il degrado sempre più evidente del nostro patrimonio culturale, la Corte dei conti ha portato a termine un’indagine sullo stato di manutenzione dei nostri siti archeologici, verificando l’adeguatezza delle risorse destinate allo scopo e l’efficienza delle procedure seguite.

Pur riconoscendo all’Amministrazione risultati positivi per l’avvio di un compiuto processo di conoscenza del patrimonio archeologico presente sul territorio, ciò nondimeno l’indagine ha evidenziato diverse criticità (in parte anche a causa delle stressanti riforme che hanno interessato il Mibac nell’arco di un quinquennio) ed in particolare:

– assenza di raccordo tra direzioni generali e scarsa propensione ad interagire tra centro e sedi periferiche, sia nella fase iniziale che durante la realizzazione degli interventi, con forte deficit di controllo sull’attività svolta dalle soprintendenze;
– mancata attuazione della disposizione che prevede il dovere del dirigente regionale (a sua volta tenuto a controllare le soprintendenze rientranti nella competenza territoriale) di informare trimestralmente il dirigente generale competente in ordine alla azione di tutela svolta;
– difficoltà di spesa degli organi periferici dell’amministrazione (che rappresentano le vere strutture operative del Ministero) con conseguente formazione di giacenze di cassa;
– mancata realizzazione della banca dati unificata in cui far confluire i sistemi informatici riguardanti diversi aspetti conoscitivi (scavi, catalogazione, visitatori e introiti);
– ricorso frequente alla decretazione d’urgenza ad opera della Protezione civile in materia di beni culturali con conseguenti gestioni commissariali per attività manutentiva di siti archeologici.

In questo quadro, la Corte ha inteso richiamare l’attenzione dell’amministrazione in ordine ad un più stringente rispetto delle disposizioni normative che prevedono un fisiologico scambio di informazioni tra sedi centrali e periferiche, sia nella fase iniziale di assegnazione delle risorse finanziarie che durante la realizzazione degli interventi. Inoltre, la evidente scarsità di risorse destinate alla manutenzione dei siti archeologici impone una maggiore trasparenza in ordine ai criteri di selezione delle priorità, al rispetto delle procedure di scelta dei contraenti e delle relative rendicontazioni degli organi periferici.

Potrebbero interessarti anche