La Brambilla e la nuova “Convention Bureau”

michela-brambilla1Il ministro crea una nuova Spa per allargare i propri strumenti operativi. Ma l’operazione non è del tutto limpida

 

ROMA – Gli esempi di Arcus, di Difesa Spa e di altri casi di esternalizzazione di servizi e di funzioni dello Stato pur tra mille polemiche continuano a fare scuola. Il motivo è sempre lo stesso: lo Stato, ingessato dalle sue arcaiche norme di contabilità e dai mille cavilli burocratici, non riesce a tenere il passo dell’evoluzione del Paese. Ergo, dotarsi di un braccio operativo di diritto privato, capace di operare secondo le leggi del mercato, sembra la soluzione geniale. Quali poi siano i risultati di una prassi che contiene in sé dubbi di legittimità, incertezza sui controlli e confusione nelle strategie è tutto un altro discorso.

Ora è la volta del ministero del Turismo che, pur già dotato di strutture esterne all’amministrazione, vuole allargare il pacchetto dei suoi strumenti operativi. Così la ministra Brambilla, supportata dal suo potente capo di gabinetto Claudio Varrone, ha ordinato all’Enit e alla sua controllata Promuovitalia (100% Enit) di costituire una nuova Spa, la “Convention Bureau”. Costo previsto dell’operazione, sei milioni di euro.

Ma le stranezze, stando ad un’interrogazione dell’onorevole Roberto Rao (Udc), non finirebbero qua. Con successivo atto d’indirizzo sono state delegate all’Enit tutte le responsabilità per l’approvazione dell’atto costitutivo e dello statuto della nuova società. Forte di questo incarico, il direttore generale dell’Enit Paolo Rubini si è nominato presidente e amministratore delegato della “Convention Bureau”, i cui due altri consiglieri di amministrazione sarebbero la segretaria particolare della Brambilla, signora Colombo, e il dirigente per l’immagine turistica, Magnani. La gestione della nuova società da parte del CdA ha suscitato più di un motivo di perplessità e malumore, tanto da dar luogo ad una lettera di protesta del presidente di Federcongressi-Confindustria.

Il parlamentare Udc chiede pertanto al presidente del Consiglio e al ministro del Turismo “se il sig. Rubini, già responsabile dei ‘Circoli della Libertà’ della Lombardia, abbia i titoli per ricoprire l’incarico di direttore generale dell’Enit” e se si intendano accertare “eventuali responsabilità dei pubblici funzionari” nelle vicende descritte.

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