I seguaci di Fatima all’assalto del Vaticano

Portogallo2_Fatima2Gli esponenti più inquieti chiedono una consacrazione papale per salvare il mondo dall’Apocalisse

ROMA – “Ci recheremo nella Città Eterna, fino alle porte stesse del Vaticano. Saremo persino in grado di entrare al suo interno, grazie alle nostre trasmissioni televisive e internet”. L’annuncio vagamente intimidatorio non viene da qualche banda di hacker antipapisti lanciati all’assalto delle Mura Leonine. A indire un assedio simbolico-mediatico della Cittadella vaticana è il Centro di Fatima, associazione onlus con sede in piazza Risorgimento che vuole richiamare l’attenzione dei vertici d’Oltretevere (“il Papa, il Segretario di Stato, i cardinali che controllano le cose”) sul “Messaggio di Fatima”. Dal 9 fino al 13 maggio l’offensiva prenderà forma in una serie di conferenze e assemblee in programma all’Hotel Ergife, che richiameranno all’ombra del Cupolone i massimi esponenti dell’area “fatimista” più inquieta, da padre Nicholas Gruner – direttore della rivista The Fatima Crusader – all’avvocato newyorkese Christopher Ferrara – autore del best-seller Il segreto ancora nascosto – fino a monsignor Michael Augustine, arcivescovo emerito di Cuddalore e Pondicherry.

Il risultato massimale a cui puntano è ottenere una nuova consacrazione papale della Russia al Cuore Immacolato di Maria, richiesta consegnata dalla Vergine ai tre pastorelli di Fatima e che a detta dei “fatimisti radicali” non sarebbe stata ancora compiutamente esaudita. “Consacrazione della Russia, subito!» è il titolo perentorio della kermesse. Secondo loro, solo con tale atto papale si può salvare il mondo dall’imminente Apocalisse, che a loro dire sarebbe annunciata, tra l’altro, dalla guerra in Afghanistan, dal dilagare del Jihad islamista, dal neo-imperialismo economico cinese, dall’arsenale nucleare russo fuori controllo e da «un’economia globale che mostra i segni di un crollo imminente”. Un loro volantino lancia così la sfida: “può una preghiera di 5 minuti salvare il mondo? L’unico modo per scoprirlo è pronunciarla!”.

Non è la prima vota che padre Gruner e i suoi consentanei fanno risuonare nell’Urbe i temi e gli slogan della loro «Santa Crociata» fatimista. C’è chi legge le iniziative di questa piccola ma agguerrita “lobby” come manifestazioni marginali di cospirazionismo apocalittico. Ma qualche anno fa era lo stesso Vicariato di Roma, guidato allora dal cardinale Ruini, a mettere in guardia i parroci romani, invitandoli a non partecipare e a non offrire spazi pubblicitari nelle bacheche parrocchiali ai congressi capitolini dei Fatima Crusaders.

In effetti, il cahier de doléances dei fatimisti militanti punta dritto alle alte sfere vaticane. L’accusa è quella di aver nascosto il vero contenuto del messaggio di Fatima, che avrebbe in realtà descritto gli effetti catastrofici di una devastante crisi di fede incombente sulla Chiesa. In alcune letture d’impronta tradizionalista, tale profezia occultata si sarebbe poi realizzata nello sbandamento innescato – dicono loro, spostandosi sul terreno della politica ecclesiastica – dal Concilio Vaticano II.

Il bersaglio fisso delle lamentationes fatimiste è la pubblicazione ufficiale della terza parte del segreto di Fatima, avvenuta nel giugno 2000. Agli occhi di Gruner e compagni, allora sarebbe stata rivelata soltanto quella parte del segreto che si attagliava ai desiderata di Giovanni Paolo II. Papa Wojtyla, dopo l’attentato subìto il 13 maggio 1981 (festa della Madonna di Fatima), si era riconosciuto nel “vescovo vestito di bianco” che nella visione avuta dai pastorelli il 13 giugno 1917 e scritta a suo tempo dalla veggente suor Lucia veniva ucciso “ai piedi di una grande croce” da “un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi d’arma da fuoco e frecce”. Suor Lucia, su richiesta di papa Wojtyla, confermò quella possibile interpretazione ipotizzata dal Papa polacco, che connetteva la visione all’attentato di piazza San Pietro.

A raccogliere tale conferma da parte dell’anziana veggente di Fatima fu mandato l’allora monsignor Tarcisio Bertone, a quel tempo segretario della Congregazione per la dottrina della Fede guidata dal cardinale Ratzinger. Anche per questo, da allora, l’attuale Segretario di Stato di papa Benedetto XVI è un bersaglio permanente delle frecciate polemiche apocalittico-fatimiste.

(Gianni Valente)

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