Non riusciamo a spendere i soldi che ci sono

parlamento-europeo-sliderPiù di 40 miliardi di euro, destinati dall’Ue al recupero delle regioni del Mezzogiorno, rischiano di essere cancellati
 

 

ROMA – Ci risiamo. Nonostante gli appelli, gli allarmi, le polemiche e i tagli di risorse, nulla è cambiato nella gestione dei fondi strutturali europei destinati al recupero delle regioni del Mezzogiorno. Una montagna di soldi, 43,6 miliardi di euro per il periodo 2007-2013, che non si spendono e che rischiano di essere cancellati dall’Unione Europea.

Nel primo bimestre di quest’anno, secondo l’ultimo rilevamento della Ragioneria dello Stato, la fotografia è a dir poco catastrofica: a due anni dalla fine del periodo di programmazione, gli impegni di spesa sono arrivati appena al 21,7 per cento, mentre gli esborsi effettivi sono fermi al 9,82. Con alcune situazioni drammatiche, come quella della Campania, che entro la fine di quest’anno, alla verifica intermedia, rischia di perdere la bellezza di 4 miliardi di euro!

Dei 43,6 miliardi che ci sono sul piatto per questi sei anni, 17,8 vengono dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, 3,7 dal Fondo Sociale Europeo, mentre i restanti 22 miliardi sono la quota di co-finanziamento a carico dello Stato italiano. Servono, o meglio dovrebbero servire, a finanziare i Piani regionali e i programmi trasversali, gestiti a livello nazionale. Se questi ultimi in qualche modo “tirano”, quelli in mano ai governatori regionali sono praticamente fermi.

Ad esempio, la quota del Fondo Sociale Europeo confluita nei Programmi operativi nazionali presenta una percentuale d’impegno del 47,5 per cento e di spesa effettiva del 21,13: il Piano operativo della Campania è fermo ad una spesa del 2,37 per cento, quello della Sicilia al 3,72 per cento, mentre la spesa per il Piano della Puglia arriva al 9,49 per cento e per la Calabria al 10 per cento. Unica eccezione positiva si conferma la Basilicata, che a partire dal 2013 non potrà più beneficiare dei fondi Ue destinati alle aree in ritardo di sviluppo, ormai recuperato.

Le percentuali della spesa regionale sono molto basse anche per quanto riguarda il Fondo di sviluppo, dov’è concentrato il grosso delle risorse. In Campania, dopo quattro anni, la spesa dei 6,8 miliardi disponibili non è andata oltre il 7,1 per cento, in Sicilia (6,5 miliardi) è stata pari al 7,8 per cento, in Puglia (5,2 miliardi) all’8,83 per cento, in Calabria (2,9 miliardi) al 9 per cento. E in Basilicata, tanto per cambiare, il 17,39 per cento dei 752 milioni che poteva utilizzare.

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