Tutti contro tutti alle elezioni nel Lazio

elezioni-sliderDomenica e lunedì si voterà in 111 comuni. Con la Polverini e l’Udc a fare da ago della bilancia

 

ROMA – Poco più di 727mila elettori laziali saranno chiamati alle urne, domenica e lunedì, per rinnovare 111 amministrazioni comunali (il 30 per cento della regione), la maggior parte in mano al centro-destra. Una tornata elettorale caratterizzata da coalizioni molto eterogenee e con alleati che, a pochi kilometri di distanza, possono ritrovarsi avversari. Un test significativo e una verifica importante soprattutto per il Pdl, che a un anno dalla vittoria alle elezioni regionali si trova a fare i conti con l’incognita Udc (a Mentana e Cassino alleata con il Pd) ma soprattutto con la lista autonoma guidata dalla presidente della Regione Renata Polverini.

Le sfide più importanti riguardano i comuni con più di 15mila abitanti, tra cui Cassino, Sora, Colleferro, Pomezia e Latina, quest’ultimo unico comune capoluogo. Tra i problemi che i neo-sindaci dovranno affrontare figurano certamente le crisi industriali, il rilancio del turismo e la cronica scarsità di collegamenti con la Capitale. C’è la crisi della coltura del kiwi, messa in ginocchio da un parassita che non si riesce a debellare, e c’è il problema, tipico soprattutto di Pomezia, Cassino e Colleferro, della fuga in massa dei romani verso l’hinterland, con Pomezia che è cresciuta di quasi il 30 per cento dal 2005 e superando quota 60mila abitanti.

C’è infine il problema, messo in luce negli ultimi tempi dalla Direzione Nazionale Antimafia, delle infiltrazioni mafiose, soprattutto nella parte meridionale della Regione: particolare interesse nella criminalità camorrista, scrive l’Antimafia, suscita Frosinone, soprattutto “per la sua posizione baricentrica tra Roma e Napoli e per la presenza dello strategico asse autostradale che la attraversa e degli importanti insediamenti industriali”. “La provincia di Latina – si legge inoltre – è grandemente esposta alle infiltrazioni mafiose con i gruppi criminali attratti dalla ricchezza degli insediamenti produttivi e dalle attività ricettive del litorale”.

candidati-sindaco-lazioProprio a Latina, vera e propria roccaforte laziale del centro-destra, il Pdl si gioca molto, considerato che il Comune è stato sciolto in anticipo proprio per i contrasti interni tra ex-An ed ex-Forza Italia. Ma la strada per il candidato Claudio Moscardelli del Pd è comunque in salita dopo che il Pdl si è ricompattato sul nome dell’ex-An Giovanni Di Giorgi (appoggiato anche dall’Udc). Unica speranza, per il centro-sinistra, l’alleanza data per certa, in caso di ballottaggio, con la lista “fascio comunista” presentata da Futuro e Libertà e dallo scrittore Antonio Pennacchi.

Dicevamo del ruolo chiave di Renata Polverini, che ha presentato la propria lista “Città Nuove” in cinque comuni: a Latina, dove appoggia il candidato di centro-destra, a Terracina, dove presenta l’imprenditore televisivo Gianfranco Sciscione, a Sora e a Pomezia, dove ha candidati autonomi rispetto al Pdl. Ed è proprio qui che i rappresentanti della presidente potrebbero fare l’en plein. A Sora, che esce da un’amministrazione di centro-sinistra (sindaco Casinelli) ma alle ultime regionali si è affermato il centro-destra, “Città Nuove” presenta Enzo Di Stefano, appoggiato anche dall’Udc, che dovrà vedersela con Tersigni (Pdl) e Lombardi (centro-sinistra). Speculare la situazione di Pomezia, dove il centro-destra ha incassato il 54 per cento dei voti alle regionali ma che è governata dal centro-sinistra con il sindaco De Fusco: qui la Polverini presenta Maricetta Tirritto, che dovrà vedersela con l’ex-consigliere Celori (Pdl) e il sindaco uscente De Fusco (Pd).

Interessante anche la situazione di Mentana (in provincia di Roma) e Cassino, due fortini del centro-destra “minacciati” dall’alleanza Udc-Pd. Proprio Cassino sembra essere il banco di prova dell’intera regione, considerato che a fare campagna elettorale sono arrivati anche due big della politica nazionale come D’Alema o Alfano, spinti probabilmente dall’importanza dello stabilimento Fiat. Sono sei i candidati a sindaco, con Volante (appoggiato da Udc, Pd, Fli e socialisti), Golini Petrarcone (Idv, Sel, Federazione della Sinistra, Verdi e parte del Pd), Palombo (Pdl) e Di Rollo (Polverini).

Nei comuni sotto i 15mila abitanti, lo ricordiamo, ogni candidato sindaco è collegato a una lista di candidati a consigliere comunale ed è eletto primo cittadino chi ottiene più voti (alla lista collegata sono attribuiti i due terzi dei seggi). Nei grandi comuni, invece, ogni candidato sindaco è collegato a una o più liste di candidati a consigliere comunale e ottiene la carica chi ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (alla lista o alle liste collegate viene attribuito il 60 per cento dei seggi con uno sbarramento per quei partiti che non superano il 3 per cento dei voti). Le urne saranno aperte dalle 8.00 alle 22.00 di domenica 15 maggio e dalle 7.00 alle 15.00 di lunedì 16 maggio. Nei grandi comuni gli eventuali ballottaggi si terranno il 29 e 30 maggio.

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