Piano nazionale infanzia, una realtà in bianco e nero

Piano_naz_infanziaAtteso dal 2004 il piano è stato finalmente pubblicato. Unicef Italia: “Senza soldi non cambia nulla per i bambini”

 

ROMA – “Malgrado nessuno ne faccia menzione, il terzo Piano Nazionale dell’Infanzia è divenuto realtà con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Un passo fondamentale, atteso dal 2004, per i diritti dei bambini e degli adolescenti che vivono in Italia – “Credo a questo punto “- ha dichiarato il presidente dell’Unicef Italia, Vincenzo Spadafora – che sia opportuno rivolgere un appello direttamente al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Da domani infatti senza soldi non cambia nulla per i bambini in Italia. Chiediamo dunque al Ministro di fare la differenza, di mettere la sua creatività e il suo coraggio per scelte innovative al servizio del futuro del Paese. Continueremo a gran voce – prosegue il presidente Unicef – a far pressione su Governo e Parlamento affinché, nel ventesimo anniversario della ratifica della Convenzione sui diritti dell’infanzia, l’Italia investa sul futuro, dando concretezza alle azioni previste dal Piano stesso.”

Nello specifico, il Piano, che ha ricevuto parere favorevole dalla Commissione parlamentare infanzia, dalla Conferenza unificata, dall’Anci e dall’Upi, è un documento di natura programmatica, in cui viene evidenziata la “necessità di dare unitarietà e coerenza alle scelte e alle politiche per l’infanzia e l’adolescenza del Governo e, di conseguenza alle politiche ed ai servizi evitando scollamenti e frammentazioni tra gli interventi”.

Sul piano operativo, adotta una modalità partecipata non solo nella fase di costruzione del Piano, ma anche nella sua attuazione attraverso un percorso di accompagnamento e monitoraggio che ruota intorno all’Osservatorio nazionale infanzia e al Comitato tecnico-scientifico del Centro nazionale di documentazione e analisi sull’infanzia, svolgendo di fatto “una funzione di raccordo tra i diversi livelli di responsabilità decisionale, programmatoria, organizzativa e operativa dell’ordinamento italiano, con la consapevolezza che è necessario mantenere una prospettiva coerente e unitaria alla politica nazionale e locale per la garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.

Le direttrici d’azione sono quattro: consolidare la rete integrata dei servizi e il contrasto all’esclusione sociale; rafforzare la tutela dei diritti; favorire la partecipazione per la costruzione di un patto intergenerazionale; promuovere l’integrazione delle persone immigrate.

E, dulcis in fundo, la nota dolente sulle risorse denunciata dal presidente dell’Unicef Italia: “A tali impegni è, quindi, da riconoscere carattere meramente programmatico, in quanto la sede nella quale saranno ponderate le diverse esigenze i settore è la Decisione di finanza pubblica (DFP), sulla base della quale verrà definito il disegno di legge di stabilità”. In sostanza, aria fritta!

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