Gatte da pelare al Consiglio per la ricerca in agricoltura

agricolturaIl direttore generale entrato in età pensionabile è ancora al suo posto e un ex consigliere contesta il commissariamento

 

ROMA – Qualcosa non va al Cra, il Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura commissariato a fine gennaio. Neanche il tempo di arrivare e al nuovo ministro Romano già si presentano belle gatte da pelare. All’ente di ricerca infatti se da una parte non si sono ancora spente le polemiche per il commissariamento, già si sollevano forti dubbi e perplessità sulla posizione del direttore generale attualmente in carica.

Giovanni Lo Piparo è stato dirigente al Mipaf fino al 2007 quando è andato in pensione e subito dopo è stato chiamato al Cra con un contratto di lavoro subordinato con una retribuzione pari a 270mila euro lordi annui che ne fanno il più pagato direttore generale della ricerca pubblica italiana. Il direttore il 17 marzo scorso ha compiuto 67 anni, età in cui nel pubblico impiego si va in pensione. Non esiste infatti alcuna norma che consenta ad un lavoratore pubblico di superare il limite dei 67 anni (sarebbero 65, più altri due se l’ente accetta di tenerti, ma poichè i costi gravano sulle risorse, si tende ormai a non prolungare oltre il rapporto di lavoro se non per i casi in cui non si siano ancora raggiunti i 40 anni di contribuzione). Alcune rarissime deroghe esistono solo per il personale cosiddetto di diritto pubblico (docenti universitari, ecc) non certo applicabili al sua caso. Ma Lo Piparo per il momento di andare in quiescenza sembra non pensarci affatto.

Intanto un ex consigliere del Cra, Domenico Rizzuti, ha fatto ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del commissariamento dell’ente. Secondo Rizzuti infatti non era necessario procedere a nominare l’attuale Commissario Paolo Cescon e i tre sub-commissari, in quanto il CdA aveva consiglieri ancora attivi per alcuni mesi e tra questi il più anziano nelle funzioni avrebbe potuto mandare avanti l’iter ordinario, come previsto dalle leggi generali.

A ben guardare però i documenti di cui Romacapitale.net è entrata in possesso, le cose al Cra non erano così semplici. I continui scontri e conflitti tra il presidente e il Cda con la conseguente impossibilità di lavorare con efficacia e la mancata approvazione del bilancio di previsione 2011 avevano di fatto provocato una paralisi nella gestione dell’ente. Va da sé che il presidente del Consiglio, su indicazione del ministro dell’Agricoltura, ha disposto il commissariamento dell’istituto nella speranza di azzerare tutto e far ripartire su nuove basi l’attività di ricerca e sperimentazione. Comunque, in attesa che al Cra qualcosa, o qualcuno, si muova, per ora tutto tace.

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