Al Cnr i precari rimangono in panchina

ricercatoriSecondo la Uil Rua per gli oltre 1000 precari dell’ente di ricerca non è previsto alcun posto riservato

ROMA – Questa mattina davanti alla sede centrale di piazzale Aldo Moro del Cnr, c’è stata la mobilitazione dei precari dell’ente indetta dalla Uil Ricerca e Università, il sindacato di categoria in occasione della prevista riunione del Consiglio di amministrazione.

Secondo la Uil Rua, all’indomani delle nuove misure contenute nel decreto per lo sviluppo che hanno aperto positive prospettive di passaggio in ruolo dei docenti della scuola, “i precari della ricerca continuano a vedere deluse le loro aspettative da una legislazione che, con le disposizioni Brunetta-Tremonti, nega la stabilizzazione e riduce ai minimi termini il turn-over, indebolendo così al massimo i nuovi ingressi e l’assorbimento del precariato esistente”.

La richiesta quindi più urgente ed immediata che viene dai precari del Cnr è quella di vedere applicate le riserve di posti previste, nei concorsi pubblici, dalle disposizioni di legge e dai contratti collettivi nazionali. Al momento infatti le decisioni dei vertici del maggiore ente pubblico di ricerca non prevedono alcun posto riservato per gli oltre 1000 precari che avevano, tramite la Uil Rua, sottoscritto un appello ai ministri della Ricerca e della Funzione Pubblica, in contrasto con le vigenti disposizioni che consentirebbero di riservare al personale interno una quota di posti non superiore al 50% dei 442 concorsi che il Cnr si appresta a bandire. Misure che invece vengono regolarmente soddisfatte nei concorsi delle amministrazioni pubbliche e in particolare negli altri enti del comparto ricerca (Istituto Superiore di Sanità, INFN, etc.).

E’ questo il motivo per cui il sindacato giudica “inaccettabile il comportamento dei vertici del Cnr i quali intenderebbero polverizzare ‘ad libitum’ i suddetti concorsi (e le relative commissioni esaminatrici) senza soddisfare la richiesta sulle riserve dei posti, determinando tra l’altro in questo modo un insostenibile impegno di risorse umane (i membri delle varie commissioni di concorso supererebbero il numero di 1.600) e di risorse economiche (pari a circa 320.000 euro di gettoni di presenza, oltre ai rimborsi per missioni).

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