Scambio di beni tra Fintecna e Invitalia

Via_Giulia_1Un consistente “pacchetto” di beni immobili dalla finanziaria ex Iri a Italia Turismo

 

ROMA – L’ultima operazione in ordine di tempo ha riguardato il trasferimento di alcuni beni immobili da Fintecna a Italia Turismo, la società di specie posseduta da Invitalia con il 58% e partecipata, attraverso la stessa operazione, da Fintecna con il restante 42%. Insomma, quasi un affare in famiglia. Nel pacchetto odierno c’è un po’ di tutto, da un ex stabile delle Poste a Trieste alla manifattura tabacchi di Palermo, da un immobile a S. Sepolcro ad alcuni rustici vicino La Spezia, dalle Saline di Volterra al Palazzo Medici Chiarelli a via Giulia a Roma.

Il passaggio di mano di determinati asset immobiliari tra due società entrambe di proprietà del Tesoro è un fatto di per sé irrilevante che non sposta in alcun modo i termini dell’annoso problema legato al patrimonio dello Stato. Anche in quest’occasione infatti non è chiara (e nemmeno esplicitata) la strategia che sottende la compravendita. Si potrebbe pensare: Fintecna Immobiliare è una finanziaria pubblica di partecipazioni senza missione specifica e possiede beni inutilizzati, come appunto gli immobili in questione. Si capisce dunque che preferisca “svuotare la cantina” e fare cassa.

Ci si chiede allora che cosa farà adesso Italia Turismo di questo nuovo “tesoretto”. La società infatti, con una mission turistica definita, è impegnata nella realizzazione del nuovo contratto di programma sottoscritto con il ministero dello Sviluppo Economico e divenuto operativo alla fine dell’anno scorso. Con una dotazione di 200 milioni di euro (di cui 77 a carico dello Stato e delle regioni meridionali), il contratto prevede diversi interventi di realizzazione di nuove strutture e riqualificazione integrale di siti esistenti. Alla prima categoria appartengono il Sibari Golf Resort in provincia di Cosenza e il Sciacca Resort ad Agrigento. Sempre in Calabria saranno riqualificati i villaggi Valtur e Floriana, entrambi nel comune di Simeri sulla costa jonica, mentre in Puglia la riqualificazione riguarderà i due villaggi salentini, il Bravo Club Alimini e il Club Med Torre d’Otranto.

Un consistente piano di investimenti dunque destinato a fare di Italia Turismo il principale player italiano del settore (anche se la gestione dei villaggi sarà affidata a grandi operatori internazionali, proprio allo scopo di destagionalizzare le strutture). Meno evidente appare invece la vocazione della società in tema di recupero e valorizzazione di beni ambientali e culturali, che pure è compresa nel suo oggetto sociale alla voce “valorizzazione dei borghi storici italiani”. Anche in questo caso, coerentemente con il suo core business, l’obiettivo ultimo degli interventi è quello di fare degli antichi borghi degli “alberghi diffusi”, non soltanto nel Mezzogiorno.

Alla luce di queste categorie merceologiche e degli ultimi trasferimenti di beni immobili di particolare rilevanza storico-artistica, è probabile che alcuni di questi asset, come per esempio Palazzo Medici Chiarelli a Roma, possano trovare una collocazione finale diversa da Italia Turismo.

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