Mozione sulle carceri: i provvedimenti approvati

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Passano alla Camera con soli dieci voti una serie di provvedimenti sanzionatori e sulle condizioni di vita

 

ROMA – La mozione sulle carceri alla fine è passata alla Camera per soli dieci voti. “L’importante, al di là delle varie correnti o prese di posizione – commenta a caldo il presidente dell’associazione Antigone Patrizio Gonnella – è che quella di oggi è un invito al Governo ad un assunzione di responsabilità nei confronti delle condizioni di vita a dir poco tragiche dei detenuti. Non è più possibile infatti, continua Gonnella, tollerare delle condizioni igienico sanitarie da terzo mondo, dove si trovano 4 persone ammassate in meno di 10 mq, dove i diritti umani sono schiacciati, i pochi operatori sono mal distribuiti sul territorio nazionale con orari di lavoro massacranti. Mi auguro, conclude il presidente, che questo sia l’inizio di una nuova era”.

La mozione approvata dopo che per ben quattro volte la maggioranza era andata sotto, comprende una serie di provvedimenti a firma di vari deputati ma nel complesso dà l’avvio ad un piano normativo più complesso di riforme.

Prime fra tutti è l’attività sanzionatoria, a firma dei tre deputati Fli, Della Vedova, Granata e Perina, che prevede la possibilità di depenalizzare i reati minori ad una più ampia e più certa accessibilità delle misure alternative alla detenzione. È sempre dei tre finiani la proposta di implementare il «piano carceri» attraverso il ricorso a forme di partecipazione privata ai programmi di edilizia penitenziaria.

Tra le altre iniziative parlamentari, presentate da diversi deputati nell’ultimo mese, si chiede al Governo di adottare una politica carceraria tendente a contenere il sovraffollamento; a migliorare le condizioni di vita dei detenuti; a dare attuazione immediata al piano carceri, presentato il 27 febbraio 2009 dal capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, con l’indicazione delle reali coperture finanziarie; ad assicurare risorse idonee a conseguire un adeguamento dell’attuale pianta organica del personale di polizia penitenziaria e di quello assistenziale al fine di affrontare la situazione emergenziale; ad accelerare, anche alla luce degli eventi più recenti, la stipula di eventuali accordi internazionali per far scontare ai detenuti stranieri le pene nei rispettivi Paesi d’appartenenza; ad affrontare infine, con urgenza e decisione, le cause dell’elevato numero di morti e di suicidi in carcere e i fenomeni di autolesionismo e violenza. Insomma un piano organico di riforme delle carceri che, se attuato, potrebbe davvero cambiare le cose nel nostro sistema penitenziario.

(Nerina Stolfi)

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