Tra Berlusconi e Bossi alla fine tutto è andato bene. Ma per quanto?

bossi-berlusconi-sliderIl vertice tra i due leader sarebbe “andato bene”. Bossi: ben venga una verifica parlamentare se la chiede Napolitano

 

ROMA – C’era molta attesa per un incontro non più rinviabile dopo il primo turno delle amministrative. L’incontro tra Berlusconi e Bossi “è andato bene”, commenta soddisfatto il leader leghista dopo il vertice durato un’ora nello studio del premier a palazzo Chigi al quale hanno partecipato anche Tremonti e Calderoli.

Era, quello di oggi, il primo faccia a faccia dopo la “batosta elettorale” dove il Cavaliere ha visto crollare a Milano le sue preferenze e il Carroccio si è notevolmente ridimensionato nelle sue storiche roccaforti.

Ma se da una parte il Senatùr dà un colpo al cerchio, lo dà anche alla botte. Uscendo dalla residenza di via del Plebiscito, u lumbard ha infatti dichiarato: “Il governo non può non fare niente. Avanti quindi con le riforme, serve un progetto di cambiamento. Bisogna fare delle scelte, anche noi abbiamo fatto degli errori”, ammette Bossi, che però si affretta ad aggiungere che “i milanesi non daranno la città in mano agli estremisti di sinistra. La Lega si impegnerà, non la lasciamo ad un ‘matto’ che vuole riempirla di moschee e zingari”.

Poi, riferendosi ai recenti rilievi di Napolitano, ribadisce: se il presidente della Repubblica chiede una verifica parlamentare, “ne abbiamo fatte tante, va bene, è lui il capo”.

Severo il giudizio dell’opposizione che con Bersani lancia la sfida a Bossi: “Deve scegliere, perché non consentiremo al Carroccio di stare con un piede in due scarpe”. Gli fa eco D’Alema, secondo cui “alle elezioni ha vinto il Pd e non la sinistra radicale, perché Sinistra e Libertà è una forza di governo”.

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