Disboscare la selva delle aziende comunali

piazza-campidoglio-slider Il Piano di riassetto della holding Roma Capitale offrirà molti vantaggi. Ma l’opposizione è scettica

 

ROMA – Ancora non è nata e già provoca denunce e polemiche. Stiamo parlando della Holding capitolina destinata a raccogliere tutte le società partecipate, passata in Giunta ai primi di aprile e in attesa ora del varo definitivo da parte dell’assemblea di Roma Capitale.

Ma la sua costituzione è avversata con fermezza dall’opposizione in Consiglio Comunale. “In fase di discussione in Consiglio, il Pd – dichiara Umberto Marroni, capogruppo del Partito Democratico di Roma Capitale – ribadirà la sua ferma contrarietà alla proposta dell’assessore Lamanda sulla holding unica perché è evidente che questa rappresenta un’operazione di potere e nuovi posti per gli amici di Alemanno. Non è bastata – aggiunge Marroni – al primo cittadino la parentopoli di Atac e Ama. ora infatti ci si è inventati un nuovo baraccone clientelare per soddisfare gli appetiti del Sindaco e delle correnti del Pdl. Dal canto nostro daremo battaglia contro questa proposta indecente di nuove poltrone che di fronte alla crisi rappresenta un vero schiaffo in faccia ai romani”, ha concluso il capogruppo Pd.

La replica dell’assessore chiamato in causa non si è fatta attendere. “La posizione espressa dal consigliere Marroni mi sorprende – risponde l’assessore al Bilancio e allo Sviluppo economico, Carmine Lamanda – per l’approccio pregiudiziale e per la rinuncia a un metodo di lavoro pragmatico e oggettivo che spero ancora sia possibile condividere. Non è inoltre prevista alcuna moltiplicazione di poltrone – sottolinea Lamanda – poiché negli organi delle società è in larga parte proposto l’inserimento di dirigenti apicali dell’Amministrazione capitolina. Infine – aggiunge l’Assessore – la holding offre vantaggi tanto evidenti sia sul piano industriale, sia su quello fiscale fin dal primo esercizio finanziario, condivisi sia dal ministero dell’Economia sia dall’Agenzia delle Entrate”.

tabella-holding-roma-capitaleIn realtà, com’è noto, si tratta della costituzione della Holding delle società partecipate sottoposta al vaglio dell’Assemblea capitolina prima del bilancio di previsione 2011. La proposta di delibera approvata in Giunta prevede “la partecipazione di Roma Capitale alla costituenda società Roma Capitale Holding S.p.A., autorizzando la sottoscrizione del relativo atto costitutivo di 2.000.000 azioni del valore unitario di euro 1,00 cadauna, per un controvalore complessivo di euro 2.000.000,00, anche autorizzando il rappresentante di Roma Capitale a sottoscrivere l’aumento o gli aumenti del capitale sociale della costituenda società Roma Capitale Holding S.p.A. mediante conferimento delle partecipazioni attualmente detenute da Roma Capitale”.

Oggi infatti Roma Capitale detiene quote in 19 società di capitali (Spa e Srl), 2 aziende speciali, 2 istituzioni e una mutua assicuratrice che sono, a loro volta, nel capitale di altre aziende o enti si inserisce nel quadro normativo di riferimento nazionale che impone agli enti locali di effettuare una ricognizione delle società partecipate da parte del Consiglio capitolino, ai fini della loro razionalizzazione e/o dismissione nell’interesse dei contribuenti e del libero sviluppo del mercato dei servizi di interesse locale.

Il Piano di riassetto ha proceduto a tale classificazione e distingue le società partecipate dal Comune in tre categorie: quelle che erogano servizi di interesse generale, che saranno mantenute in capo all’amministrazione; quelle che svolgono attività strumentali di tipo necessario, che saranno mantenute, previa valutazione della loro economicità; quelle strumentali, ovvero non necessarie e di altro tipo, che saranno, invece, dismesse (cfr. tabella allegata). Le società che rientreranno nel progetto Holding e verranno mantenute sono quelle di servizi pubblici locali (tra queste Atac e Ama) e quelle di servizi strumentali (per esempio Aequa Roma, Zetema e Roma Metropolitane). Le altre partecipazioni potranno, in tutto o in parte, essere cedute. Da quest’ultimo punto di vista la delibera apre la strada alla futura cessione della quota dell’1,33% detenuta da Roma Capitale in Aeroporti di Roma Spa, nonché del pacchetto relativo alla Centrale del Latte Spa.

La costituzione della holding consentirà di realizzare importanti economie di scala nella gestione delle aziende e di contenerne i costi attraverso l’accentramento di alcune attività, tra cui in primo luogo gli acquisti, nonché di ottenere rilevanti vantaggi fiscali sulle imprese per quanto riguarda l’Iva e l’Ires. Sarà, altresì, introdotto un nuovo modello di governance al fine di garantire all’Amministrazione un maggior controllo sulla conduzione e sulle performance aziendali.

La struttura organizzativa della holding sarà di tipo “leggero”. Gli organi societari e amministrativi saranno affidati a esponenti di alto profilo professionale, ma nel rispetto dei criteri di economicità e di risparmio che sottendono l’intera operazione. Secondo gli osservatori, anche se in Consiglio comunale si preannuncia battaglia intorno alla proposta di Giunta, il proposito di mettere ordine e razionalità nella “giungla” di imprese fornitrici di servizi alla cittadinanza guadagna ogni giorno nuovi proseliti.

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