Federlazio: Giannelli presidente dell’alimentare

alimentazionePer i prossimi tre anni Giannelli dovrà affrontare un settore con 2.000 dipendenti e con grandi criticità

ROMA – L’assemblea del settore alimentare della Federlazio ha eletto Emilio Giannelli nuovo presidente della categoria per i prossimi tre anni. Giannelli, 53 anni, titolare dell’azienda familiare gruppo Giannelli comprendente anche la nota Torrefazione Paranà, è stato per nove anni anche a capo del consorzio R.O.M.E. (Consorzio export della Federlazio). Il settore alimentare della Federlazio riunisce panifici, torrefazioni, caseifici, aziende agroalimentari, allevamenti e tutte quelle imprese che operano nel campo delle produzioni alimentari sia fresche che confezionate. La categoria rappresenta oggi circa 150 aziende di tutto il Lazio con 2.000 dipendenti ed oltre 300 milioni di euro di fatturato.

Una delle maggiori criticità del settore, che la Federlazio sta già affrontando da tempo, è rappresentata dalla crescita sproporzionata della grande distribuzione a danno delle piccola impresa (che si riflette anche sulle aziende di trasformazione agroalimentare) e in generale dal rapporto impari tra le due tipologie commerciali. La posizione dominante dei grandi gruppi commerciali ha creato negli ultimi anni una disparità che sta avendo delle forti ricadute sia nei rapporti commerciali tra i due settori, sia sul piano delle abitudini alimentari dei consumatori. Per non parlare, ovviamente, delle enormi difficoltà finanziarie patite dalle imprese più piccole che sfociano, nei casi più estremi, con la chiusura delle attività stesse.

“L’alimentare è un settore con tante problematiche ma anche con potenzialità enormi – ha dichiarato il neo presidente -. Bisogna valorizzare il più possibile il prodotto locale, magari con l’ampliamento di campagne promozionali finanziate dalle amministrazioni. Dal canto nostro – ha concluso Giannelli – possiamo da subito lavorare sulla qualità del prodotto, sfruttando strumenti, come l’‘analisi sensoriale’, grazie ai quali si può puntare ad una completa riqualificazione della piccola e media imprenditoria”.

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