Conti pubblici, la Corte dei Conti: impossibile ridurre le tasse

soldi-euro-monete-sliderPer rispettare le regole europee necessaria una manovra da 46 miliardi. Fondamentale la lotta all’evasione

 

ROMA – Per rispettare la nuova regola europea per i Paesi con un deficit/Pil che supera il 60 per cento, l’Italia dovrà ridurre il suo debito del 3 per cento l’anno. Vale a dire una manovra di 46 miliardi. Lo afferma la Corte dei Conti, che ha presentato questa mattina a Palazzo Madama l’annuale Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica, alla presenza del presidente del Senato Renato Schifani e del ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

L’aggiustamento non è roba da poco, considerato che è paragonabile a quello realizzato nella prima parte degli anni Novanta per l’ingresso nella moneta unica. Per questo, sottolinea la Corte, sul versante dei conti pubblici l’Italia dovrà fare “sforzi anche maggiori di quelli accettati”. Per rispettare i nuovi vincoli europei, in particolare, “gli elevati valori di saldo primario andrebbero conservati nel lungo periodo, rendendo permanente l’aggiustamento sui livelli della spesa, oltre che impraticabile qualsiasi riduzione della pressione fiscale, con la conseguente obbligata rinuncia ad esercitare per questa via un’azione di stimolo sull’economia”.

Nonostante “la complessità delle prospettive”, però, non bisogna sottovalutare “l’importanza del risultato che la finanza pubblica ha conseguito nel 2010 nella gestione dei conti ai diversi livelli di governo, rendendo evidente che grazie alle misure di rafforzamento e di progressivo adattamento, gli strumenti di regolazione sono stati muniti di una efficacia non sempre riscontrata nel recente passato”.

“La fine della recessione economica – continua la Corte – non comporta il ritorno ad una gestione ordinaria del bilancio pubblico” e la manovra dovrà essere “sostenuta da un’adeguata strategia di crescita”, altrimenti si potrebbero verificare degli “effetti depressivi non auspicati”. In particolare, si sottolinea nel documento, la manovra dev’essere “necessariamente centrata sul contenimento della spesa”, soprattutto nelle amministrazioni locali.

Nel documento c’è spazio anche per il fenomeno dell’evasione, che nel nostro Paese “ha raggiunto un livello di punta nel panorama europeo”, con l’eccezione della Grecia e della Spagna; vengono tuttavia sottolineati anche “gli importanti risultati conseguiti nella lotta all’evasione e l’opportunità di continuare a rafforzare l’azione di contrasto”.

 

 


IL DOCUMENTO: Rapporto 2011 della Corte dei Conti sul coordinamento della finanza pubblica

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