Ricerca, il piano ambizioso della Polverini

ricercaIl programma triennale prevede 237 milioni di risorse tra la Regione e fondi comunitari a favore dei 5 pilastri del piano

 

ROMA – E’ stato presentato questa mattina al Maxxi il primo programma triennale per la ricerca e l’innovazione della Regione Lazio. Ad illustrare finalità e obiettivi il presidente della Regione, Renata Polverini, insieme all’assessore regionale al Bilancio, Stefano Cetica, al quale hanno partecipato rappresentanti delle parti sociali, delle imprese e delle università.

Un piano ambizioso da 237 milioni di euro attraverso cui la Regione vuole premiare le imprese che investono nella ricerca. “Il Lazio non è stato capace fino allo scorso anno nemmeno di utilizzare le risorse comunitarie”, ha sottolineato la Polverini nel corso del suo intervento annunciando la nuova sinergia con le imprese, le quali “concorreranno a decidere, insieme agli istituti di ricerca e alle università, quali sono i settori su cui la Regione vuole investire, incentivare e rinnovare”.

La presidente della Regione ha lanciato “una sfida” ai rappresentanti del mondo imprenditoriale e accademico: “siamo con voi e scommettiamo su di voi, ma chiediamo che da parte vostra ci sia un impegno per l’occupazione e per favorire l’ingresso dei ricercatori nelle imprese, perché non possono rimanere soltanto nelle università”. Per Polverini si tratta di uno strumento che vuole dare “una frustata all’economia e allo sviluppo, perché crediamo davvero nella ricerca applicata. Decidiamo dunque insieme i settori su cui metterci sul mercato, apriamo a collaborazioni con altre regioni ma anche a livello europeo. I ricercatori – ha concluso Polverini – non devono stare soltanto nelle università ma devono entrare nelle imprese, nel tessuto produttivo. Solo così potremo vincere la sfida, grazie anche a grandi progetti pubblici a carattere innovativo”.

L’assessore Cetica ha poi illustrato i cinque pilastri sui quali si basa il piano: sostegno all’innovazione delle imprese, valorizzazione del sistema della ricerca, sostegno ai settori prioritari e rafforzamento dei Distretti tecnologici, progetti strategici regionali e pianificazione strategica, monitoraggio, valutazione e comunicazione.

Cinque pilastri che attingeranno dalle risorse messe in campo dalla Regione, pari a 237,5 milioni di euro. Di cui 154,5 regionali e 83 di fondi comunitari Por-Fesr, dei quali 114 milioni per il sostegno all’innovazione della struttura produttiva e al trasferimento tecnologico; 54 milioni per la valorizzazione del sistema della ricerca; 41,5 milioni per i settori prioritari e il rafforzamento dei distretti tecnologici; 23 milioni per progetti strategici regionali e infine 5 milioni per pianificazione strategica, monitoraggio, valutazione e comunicazione.

“Con questo programma – ha spiegato Cetica – la Regione ha fissato un obiettivo ambizioso e realizzabile, che richiede uno sforzo comune da parte di tutti gli attori del territorio, provenienti sia dal pubblico che dal privato e che dovrà tradursi in una sfida importante per i prossimi anni. La Regione – ha aggiunto Cetica – ha il dovere di orientare prioritariamente le proprie risorse sulla ricerca applicata, quella che ha ricadute più dirette e concrete sul proprio territorio e i propri cittadini. Quella ricerca che dà ‘invenzione’ sa trasformarsi in ‘innovazione’ ovvero in creazione di valore economico”. Alla presentazione sono intervenuti la direttrice della programmazione economica della Regione, Cinzia Felci, il presidente della commissione Sviluppo economico del Consiglio regionale, Giancarlo Miele, e il direttore generale della Filas, Stefano Turi. A seguire hanno preso la parola rappresentanti della comunità scientifica e universitaria e del mondo delle imprese che hanno espresso giudizi positivi e apprezzamenti al piano.

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