Alfano e il divieto alle giovani toghe nelle Procure

giustizia-sliderMagistratura Indipendente chiede al ministro di sospendere la norma. Il Guardasigilli: soluzione in tempi rapidi

 

ROMA – La garanzia e la disponibilità da parte del ministro della Giustizia Angelino Alfano a intervenire “in tempi rapidi”, abrogando o sospendendo il divieto per i giovani magistrati previsto dalla legge Mastella, di svolgere funzioni requirenti. È questo il risultato dell’incontro tra i vertici di Magistratura Indipendente, il segretario generale Cosimo Maria Ferri, il presidente Stefano Schirò,    tredici procuratori della Repubblica provenienti da tutta Italia e il Guardasigilli.

A preoccupare la corrente più moderata delle toghe, e ovviamente i capi dei vari uffici giudiziari, è la mancata reiterazione del provvedimento che eccezionalmente aveva reso possibile ai magistrati di prima nomina di svolgere funzioni requirenti. Una deroga, fa notare il segretario di Mi Cosimo Maria Ferri, che alleviava le “criticità causate dalla grave scopertura d’organico di molte sedi giudiziarie, soprattutto le cosiddette ‘sedi disagiate’, dove la piaga dilagante della criminalità organizzata rende più forte la domanda di una giustizia rapida ed efficiente”.

Del resto, i procuratori presenti hanno fatto notare al Guardasigilli gli effetti positivi seguiti all’ingresso delle giovani toghe nelle Procure: da qui l’esigenza di rinnovare questa possibilità ai magistrati onorari di tribunale (Mot), che a breve dovranno scegliere la loro destinazione. Ferri ha insistito sulla necessità di portare nelle varie sedi giudiziarie una ventata d’aria fresca, “modernità e entusiasmo”, di cui i giovani sono senz’altro capaci.

“La vera sfida – ha concluso Ferri – è trovare una soluzione idonea a rendere un servizio-giustizia di qualità, e l’intervento normativo richiesto costituisce la soglia minima di quell’efficienza di cui oggi c’è tanto bisogno”.

(Valentina Marsella)

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