Equitalia, una bomba che sta per esplodere?

Equitalia_sliderNell’occhio del ciclone, arrivano sia da destra che da sinistra richieste di intervento

 

ROMA – Equitalia è al centro di una querelle. La società nazionale di riscossione dei tributi è da sempre al centro di polemiche per il suo malfunzionamento che nel corso degli anni ha visto una gestione inefficiente sommergere i cittadini con multe e riscossioni coattive molto spesso errate. Ultimamente però la situazione è degenerata tanto che, dopo le ultime “vessazioni” di Equitalia, è intervenuto nei giorni scorsi lo stesso ministro dell’Economia Tremonti per assicurare che la questione legata ai pignoramenti delle auto e delle case andava rivista a tutela, appunto, dei contribuenti. Ma ciò non è forse bastato e così ieri c’è stata, alla sede di via Palmiro Togliatti, una manifestazione accesa con scontri e tafferugli da parte di alcuni cittadini.

Intanto ovviamente la questione si è riaccesa anche in Parlamento. Sempre ieri infatti sia dalla maggioranza che dall’opposizione sono state presentate delle proposte per cercare di risolvere il problema una volta per tutte. Il Pdl in commissione Finanze della Camera ha presentato una risoluzione per dare l’altolà ai ‘metodi sbrigativi usati da Equitalia’. Flessibilità nelle procedure di riscossione coattiva; avviso bonario per gli importi ‘non significativi’ al di sotto dei 2.000 euro; divieto di iscrivere ipoteche sugli immobili per somme inferiori a 20.000 euro con obbligo di preavviso quanto si tratta della prima casa; revisione del meccanismo di calcolo delle sanzioni a favore del contribuente; abolizione dell’anatocismo, il meccanismo che crea interessi sugli interessi. Sono questi i punti cardine della risoluzione il cui primo firmatario ed estensore Maurizio Bernardo assicura “verrà votata al massimo entro due settimane perché già calendarizzata dall’ufficio di Presidenza della commissione”.
Nel lungo documento si sottolinea inoltre che “cambiare i metodi della riscossione non significa favorire in alcun modo forme di elusione o di evasione fiscale e contributiva, ma affermare il principio dell’effettiva equità e sostenibilità del carico fiscale-contributivo”.

Dall’opposizione invece si fa sentire il senatore dell’Idv, Stefano Pedica, con un’interrogazione a risposta scritta rivolta proprio a Tremonti. Nella premessa Pedica sottolinea che le azioni della società, nonostante sia privata (è infatti una società per azioni), sono detenute interamente dal pubblico: il 51% in mano all’Agenzia delle entrate e 49% all’Inps. A questo il senatore aggiunge che l’azienda “nonostante sia nata inizialmente con il compito di contrastare l’evasione fiscale, ormai è nota soprattutto per i numerosi casi di mal funzionamento a danno dei cittadini”. E il mal funzionamento del sistema di riscossione, secondo l’esponente dell’Idv, sarebbe provato dai numerosi casi sanzionati dalla magistratura.

Ultima, in ordine di tempo, è quella del tribunale di Roma che “ha qualificato doloso il comportamento di Equitalia Gerit per avere iscritto ipoteca in assenza dei presupposti”. O ancora quella della sede distaccata di Ostia il cui tribunale ha sentenziato clamorosamente la condanna di Equitalia-Gerit (sent. 9 dicembre 2010) al pagamento della somma di euro 25mila in favore del contribuente per “lite temeraria” ritenendo che nella specie “non si tratta di un risarcimento ma di un indennizzo (se si pensa alla parte a cui favore viene concesso) o una punizione (per aver appesantito inutilmente il corso della giustizia, se si ha riguardo allo Stato) di cui viene gravata la parte che ha agito con imprudenza, colpa o dolo”.

Il fatto che il tribunale di Roma in quest’ultima sentenza abbia condannato la Gerit Equitalia S.p.a., scrive Pedica “per la sua condotta senza dubbio scorretta e sintomatica di inefficienze amministrative dimostra come la situazione sia grave e preoccupante per la tutela dei cittadini”. Sono proprio infatti loro, conclude il senatore, “i destinatari di decine di ‘cartelle’, ingiunzioni, esazioni, multe, contravvenzioni, more, precetti, pignoramenti, sequestri, molti dei quali, tra l’altro, illegittimi’.

Pedica chiede quindi di sapere se il Ministro sia a conoscenza dei fatti e quali misure urgenti, nell’ambito delle proprie competenze, intenda adottare a tutela dei contribuenti. Anche noi attendiamo di sapere se qualcosa finalmente cambierà in questo carrozzone che comincia a zoppicare vistosamente.

(Nerina Stolfi)

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