Amministrative nel Lazio, sei a due per il centro-sinistra

polverini-alemanno-sliderBuon risultato per le liste della Polverini che però non vincono. L’incognita Alemanno sul Pdl in difficoltà

 

ROMA – Nel Lazio la partita dei ballottaggi finisce 6-2 per il centro-sinistra, che si aggiudica Pomezia, Genzano, Mentana, Ariccia, Alatri e Cassino. Buono anche il risultato delle liste “Città Nuove” della governatrice Renata Polverini, che superano il 45 per cento delle preferenze a Terracina e Sora ma nulla possono contro i candidati del centro-destra.

Andando ad analizzare nello specifico i risultati, in provincia di Roma a Pomezia ha vinto Enrico De Fusco (centro-sinistra) con il 60,54 per cento che batte Luigi Celori (centro-destra). A Genzano di Roma dopo un lungo testa a testa la spunta Flavio Gabbarini (liste civiche-Api) con il 50,3 per cento; il candidato del centro-sinistra Enzo Ercolani perde per soli 67 voti. A Mentana, con uno scarto di oltre dieci punti percentuali, il nuovo sindaco è Altero Lodi (55,5 per cento) che batte il candidato del centro-destra Mario Lettieri Barbato. Ad Ariccia, infine, vince di misura Emilio Cianfanelli del centro-sinistra, che per 32 voti di scarto batte Roberto Di Felice (centro-destra).

Due i test importanti, lo dicevamo, per le liste civiche “Città Nuove” di Renata Polverini, che ha sfidato apertamente il centro-destra e che, pur avendo ottenuto importanti risultati, non riesce a vincere: a Terracina il candidato della presidente della Regione Gianfranco Sciscione si ferma al 47,14 per cento contro il 52,85 per cento del candidato del centro-destra Nicola Procaccini; a Sora vince ancora il centro-destra con Ernesto Tersigni (54,55 per cento) che batte Enzo Di Stefano (45,44 per cento). Per quanto riguarda gli altri comuni della provincia di Frosinone, ad Alatri il nuovo sindaco è Giuseppe Morini del centro-sinistra (53,32 per cento) che s’impone su Costantino Magliocca del centro-destra mentre a Cassino stravince Giuseppe Golini Pietrarcone con il 58,35 per cento (appoggiato da Idv, Sel e Rifondazione) sul candidato del centro-destra Carmelo Geremia Palombo.

A festeggiare per il risultato sono ovviamente le opposizioni, ed in particolare il Pd: “Il voto per le Amministrative si è rivelato dirompente per il centro-destra e i ballottaggi lo hanno trasformato in un tornado. Nel Lazio ha spazzato via tutte le amministrazioni uscenti con il segno Pdl, tranne nei due comuni dove non eravamo al ballottaggio” ha commentato il capogruppo Pd in Regione Esterino Montino. “Nel Paese – gli fa eco Nicola Zingaretti, presidente della Provincia – è sotto gli occhi di tutti la fragilità conclamata di una destra sempre più in difficoltà, inaffidabile e spaccata al suo interno”. Ma proprio il Pdl non ci sta a dichiararsi sconfitto, e si ritiene addirittura “soddisfatto”: “Dopo aver vinto al primo turno l’unico comune capoluogo in cui si votava, oggi – ha spiegato il capogruppo Pdl alla Regione Carlo De Romanis – conquistiamo Sora e confermiamo Terracina. Rifletteremo per la perdita di Alatri, Cassino e Mentana, ma ci consoliamo per aver decisamente resistito a una ventata negativa che si è abbattuta sul Pdl a livello nazionale”.

Certamente a far più rumore nel centro-destra sono stati i “derby fratricidi” di Sora e Terracina dove il Pdl si è trovato a dover fronteggiare i candidati proposti da Renata Polverini: “Dove c’è stata contrapposizione e comunque negli unici due comuni dove il centro-destra vince – si è affrettata a dichiarare la presidente della Regione – non c’è stato danno se non per la sinistra, che è scomparsa”. Di certo, aggiungiamo noi, c’è stato quel ventilato “travaso” di voti dal Pd ai polveriniani, che però non è bastato. “Sono soddisfatta del contributo dato dalla mia lista – ha aggiunto la Polverini –  che ha intercettato voti che altrimenti non sarebbero arrivati”. Ma di certo c’è da considerare che proprio con questi due derby si è consumata una vera e propria spaccatura all’interno del partito del Premier. Con alcuni “strani” movimenti del sindaco Alemanno che fanno discutere anche a livello nazionale. “La situazione – ha detto il primo cittadino di Roma – richiede una riflessione molto seria e approfondita che metta da parte ogni forma di personalismo e protagonismo”. Da più di un anno Alemanno va invocando una ristrutturazione del Pdl “dal basso” con congressi locali e nazionali, e la sconfitta nei ballottaggi è probabilmente il segnale che l’allarme lanciato nei mesi scorsi era fondato. E si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui il sindaco starebbe preparando un gesto di rottura, come la preparazione di gruppi parlamentari autonomi ma federati al Pdl se quel cambiamento non dovesse verificarsi. Indiscrezioni, peraltro, mai smentite dal Campidoglio.

Soddisfatto, infine, anche il Terzo Polo, con il vicepresidente della Regione Lazio Ciocchetti, dell’Udc: “Emerge – ha detto – una volta per tutte la crisi dell’attuale bipolarismo così come l’abbiamo conosciuto fino ad ora. Anche nel Lazio, esempio calzante è Genzano – è chiaro che il Pd e il Pdl sono arrivati alla crisi”.

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