Csm, parte l’esame al Ddl Alfano sull’arretrato civile

Slittaaula-tribunale-giustizia-slider la discussione sulla riforma della giustizia. Segretezza intercettazioni, si lavora a una delibera

 

ROMA – Al via al Csm la discussione del parere al Ddl Alfano sull’arretrato civile. Il togato di Unicost Riccardo Fuzio, componente della Sesta Commissione di Palazzo dei Marescialli, conferma come dopo il vaglio dell’Ufficio Studi, sia partito subito in Commissione il lavoro di analisi del Ddl che prevede ausiliari del giudice per smaltire l’arretrato, e una giustizia più efficiente e tecnologica grazie alla digitalizzazione del sistema. La discussione del provvedimento voluto dal Guardasigilli Angelino Alfano, “dovrebbe terminare lunedì prossimo”, aggiunge Fuzio. Poi il parere, prima di arrivare sul tavolo del ministro, verrà votato dal plenum del Csm.

“Slitta invece alla prossima settimana”, come anticipa sempre il togato di Unicost, la discussione sul parere più “scottante”. Quello sulla riforma costituzionale della giustizia, che dovrebbe arrivare in plenum non prima di due settimane. Solo allora, il vicepresidente di Palazzo dei Marescialli Michele Vietti verrà ascoltato dalle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera.

L’audizione di Vietti era stata fissata per lo scorso 27 maggio, ma quest’ultimo in una lettera al presidente della Commissione Affari costituzionali Donato Bruno aveva manifestato l’impossibilità di aderire alla richiesta per precedenti impegni, sottolineando però la necessità di dare il suo contributo solo dopo aver ottenuto quello del plenum.

Mossa che ha riscosso molti consensi a Palazzo dei Marescialli, soprattutto quello dei consiglieri di Magistratura Indipendente Tommaso Virga, Antonello Racanelli e Alessandro Pepe, che in una nota hanno espresso a Vietti il proprio ringraziamento per ”i toni istituzionali ma fermi” con i quali, in questa occasione, ”ha difeso il ruolo ed il prestigio del Csm”.

Sul fronte incarichi direttivi, questa settimana, su proposta della Quinta Commissione, dovrebbe essere nominato il procuratore aggiunto di Milano, chiamato a ricoprire il posto lasciato vacante da Armando Spataro. La Commissione si è espressa a favore del magistrato di Cassazione Giovanni Salvi, noto per il suo impegno nel campo della criminalità organizzata e terroristica: tra le inchieste che lo hanno visto protagonista, la strage di Ustica e gli omicidi Calvi e Pecorelli.

Arriva in plenum anche una delibera votata all’unanimità dalla Sesta Commissione, sulla tutela della segretezza dell’attività di intercettazione nelle Procure. Una delibera, scrive la Commissione stessa nel documento, nata per “contribuire al miglioramento dell’organizzazione di tutti gli uffici, anche mediante la circolazione di buone prassi idonee a rafforzare la tutela della segretezza”, e quindi a rendere più sicura l’indagine penale. Insomma, il tema delle intercettazioni e della loro conservazione, che ha acceso più volte il dibattito politico, torna in voga, almeno a Palazzo dei Marescialli.

Qui si è voluto dar vita a un monitoraggio, nelle varie Procure italiane, sulle modalità di conservazione dei supporti e dei brogliacci delle conversazioni telefoniche, prendendo in considerazione anche eventuali misure di tutela. Come quelle a difesa del segreto durante l’ascolto da parte della polizia giudiziaria, o quelle che chiamano in causa intercettazioni indirette di conversazioni con un parlamentare o con un difensore. Ecco che allora i Procuratori della Repubblica dovranno trasmettere tutta la documentazione in loro possesso, utile al monitoraggio della Commissione, entro il prossimo 30 giugno.

(Valentina Marsella)

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