“In Italia oltre 560mila immobili fantasma”

casolare-fantasmaI dati forniti dall’Agenzia del Territorio. Maglia nera alla provincia di Salerno, seguita da Roma

ROMA – Centinaia di migliaia di foto, oltre due milioni di particelle catastali analizzate, più di 560mila immobili rilevati. È il risultato dell’attività di contrasto all’abusivismo edilizio e rivolta alla regolarizzazione dei fabbricati mai dichiarati al Catasto, anche noti come “immobili fantasma”, presentato questa mattina a Roma dall’Agenzia del Territorio.

“Si è trattato di un’attività molto lunga, tecnica e sofisticata – ha spiegato il direttore dell’Agenzia Gabriella Alemanno – che sta dando molto lavoro ai nostri 103 uffici provinciali e ai circa novemila dipendenti“. Stando ai dati, ancora parziali e aggiornati al 30 aprile scorso, grazie “a un innovativo processo di foto identificazione” è stato possibile individuare ben 2.228.143 particelle di Catasto terreni all’interno delle quali sorgono fabbricati non presenti nelle banche catastali. Di questi, su 1.065.484 particelle i tecnici dell’Agenzia hanno già completato l’accertamento (per cui è emerso che per 572.503 particelle gli immobili rilevati non posseggono i requisiti per l’accatastamento). All’interno delle rimanenti 492.981 particelle sono state invece individuate ben 560.837 unità immobiliari urbane la cui regolarizzazione ha prodotto un incremento di rendita catastale pari a 415.500.180 euro (l’1-2 per cento del totale nazionale delle rendite).

immobili-fantasmaPer quanto riguarda la localizzazione delle zone censite, la provincia di Roma, con 68.764 particelle da verificare, si colloca al secondo posto in Italia. Maglia nera alla provincia di Salerno, con addirittura 105.228 particelle. Seguono le province di Palermo (62.868), di Cosenza (61.672), di Napoli (59.859) e, a sorpresa, quella di Lecce (54.361). Delle oltre 560mila unità immobiliari, il 35 per cento è rappresentato da abitazioni, il 29 da magazzini e il 21 da autorimesse, anche se durante i controlli sono state rinvenute irregolarità anche in collegi, uffici pubblici, alberghi, porzioni di stazioni o di porti, stazioni di carburante.

Ma esattamente come avviene la rilevazione? “Si parte dalle ortofoto – spiega l’ingegner Franco Maggio del Catasto – che hanno una precisione di circa 50 centimetri. Queste foto, scattate da speciali aeromobili, vengono sovrapposte alle carte digitali della superficie e del terreno presenti nel database del Catasto. La differenza tra i due modelli evidenzia tutti gli oggetti emergenti dal terreno compresa la vegetazione. L’ausilio delle immagini ad infrarossi permette di eliminare la vegetazione e di ottenere i cosiddetti ‘centroidi’, che sovrapposti alla cartografia catastale identificano le particelle di terreno su cui insistono fabbricati non rappresentati nelle mappe”.

immobili-fantasma-lazioAl termine del censimento vengono poi pubblicate in Gazzetta ufficiale e sui siti dei comuni di appartenenza le liste degli immobili “fantasma”, e i soggetti interessati hanno sette mesi per mettersi in regola. Ma il lavoro forse più lungo lo fanno i tecnici dell’Agenzia sul territorio, che devono andare a perlustrare tutti gli immobili rilevati. Dall’alto, infatti, è possibile individuare i manufatti ma di certo non se ne capiscono le caratteristiche. I tecnici hanno anche la possibilità di chiedere aiuto alle forze dell’ordine, e in particolare alla Guardia di Finanza, per raggiungere zone impervie o per essere coadiuvati nelle situazioni più difficili. A proposito del personale sul territorio Gabriella Alemanno ha più volte fatto accenno al duro lavoro di questi mesi e, pur non potendo permettersi di richiedere più risorse (“Sappiamo che la situazione al momento non lo consente”), ha fatto capire che probabilmente sarebbero necessarie più unità.

Il censimento degli immobili “fantasma” è iniziato nel 2007 e i dati presentati oggi sono frutto di circa tre anni di lavoro. Dal primo gennaio del 2011, inoltre, l’Agenzia sta provvedendo ad avviare un’attività continua di controllo su questo tipo di immobili, che si concentrerà nei prossimi mesi soprattutto nei principali centri urbani. L’attività di contrasto all’illecito sta portando con sé anche un “effetto indotto”: sono molti i proprietari di fabbricati fantasma (ma anche già accatastati e con irregolarità) che hanno spontaneamente contattato l’Agenzia per regolarizzare la propria situazione.

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