Scandalo nel calcio, tornano le partite truccate

Calcio_scommesseSedici persone arrestate, tra cui Beppe Signori, e trenta indagati. Riscoppia il caso delle scommesse illecite

 

CREMONA – Calcio e scandali. Un binomio ‘epicò che ha più di 80 anni di vita, un fil rouge che ha tenuto unito il pallone, in Italia e non solo, tra squalifiche, retrocessioni, coinvolgimenti eccellenti, manette soprattutto quando la posta si faceva alta. Già, perché è con le scommesse che il pallone ha preso la sua peggior deriva, sconfinando dal campo al tribunale, officiando il tradimento dei tifosi; e ogni volta è stata bufera. La prima nel lontano 1927 poi ancora nel nell’80, nel 2001 con un’inchiesta su Atalanta-Pistoiese di Coppa Italia, nel 2004 con un altro mezzo tsunami e infine nel 2006 con Calciopoli, dove a farla da padrone non erano le scommesse ma una presunta corruzione di arbitri e massimi dirigenti dei club i cui esiti si stanno ancora decidendo nelle aule di Tribunali.

E oggi è scoppiato un ennesimo terremoto sulle scommesse e sulle partite truccate. Sedici persone, tra cui l’ex capitano della Lazio e attaccante della Nazionale, Beppe Signori, a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari, l’ex capitano del Bari Antonio Bellavista, il difensore dell’Ascoli Vittorio Micolucci, il centrocampista Vincenzo Sommese, Gianfranco Parlato, ex giocatore di serie B e C, attualmente collaboratore del Viareggio calcio e il portiere titolare del Benevento Marco Paoloni, che sta disputando i play off per l’accesso in serie B.

Tra i sedici arrestati finiti nell’indagine condotta dalla squadra mobile di Cremona e coordinata dal Servizio centrale operativo, ci sono anche diversi ex giocatori di serie A, calciatori di serie B e C, dirigenti di società di Lega Pro e titolari di agenzie di scommesse. Tra gli indagati risultano esserci al momento Stefano Bettarini, ex marito di Simona Ventura e commentatore della trasmissione ‘Quelli che il calcio’ e il capitano dell’Atalanta, Cristiano Doni.
Dall’inchiesta è emerso che gli arrestati avrebbero fortemente condizionato, attraverso accordi verbali e impegni di carattere pecuniario, negli ultimi mesi il risultato di alcuni incontri dei campionati di serie B e di Lega Pro. Nei loro confronti la magistratura di Cremona ha emesso sette ordinanze di custodia cautelare in carcere e nove agli arresti domiciliari.

I calciatori e gli ex giocatori professionisti arrestati dalla polizia erano parte integrante di una vera e propria “organizzazione criminale” nella quale ognuno aveva specifici compiti e ruoli, il cui obiettivo era quello di manipolare gli incontri a loro vantaggio.
Nei confronti dei sedici arrestati, sostengono gli investigatori, ci sono prove “importanti ed inconfutabili”. L’indagine, partita sei mesi fa, avrebbe consentito inoltre di individuare la responsabilità dell’organizzazione in un grave evento verificatosi in occasione di un incontro di calcio disputatosi al termine dello scorso anno proprio a Cremona.

In quell’occasione, uno degli indagati avrebbe messo nelle bibite, a disposizione dei calciatori prima e durante l’incontro, un calmante per ‘addormentarli’ e peggiorare le loro prestazioni. Al termine della partita cinque giocatori e un massaggiatore della squadra si sarebbero sentiti male. Da quell’episodio sarebbe scattata l’indagine che ha portato agli arresti di oggi. Quanto avvenuto in occasione di quell’incontro ha permesso ai poliziotti di allargare l’indagine a diversi soggetti gravitanti nel mondo del calcio che, grazie ai contatti diretti ed indiretti, erano in grado di condizionare i risultati di alcuni incontri per poi effettuare puntate di consistenti somme di denaro attraverso i circuiti legali delle scommesse sia in Italia che all’estero.

Si temono adesso ripercussioni anche su alcuni esiti del campionato appena concluso. Secondo prime indiscrezioni infatti potrebbe essere a rischio la promozione in seria A dell’Atalanta perché coinvolta nella vicenda. Intanto la Lega Pro si costituisce parte civile alla luce nella vicenda. Il presidente, Mario Macalli, ha dato mandato ai propri legali di costituirsi parte civile nei confronti di tutti i responsabili per il danno di immagine subito e a tutela della regolarità dei campionati.

Sulla vicenda interviene anche il Codacons che chiede che “tutte le partite di calcio i cui risultati possono essere stati falsati dall’organizzazione scoperta oggi dalla magistratura, devono essere tassativamente rigiocate”. Ma il Codacons annuncia anche azioni risarcitorie in favore dei soggetti danneggiati. “Tutti coloro che hanno effettuato scommesse sulle partite truccate, o che hanno conservato biglietti e abbonamenti allo stadio relativi ai medesimi incontri, possono chiedere un risarcimento, in virtù dei danni economici subiti e della buona fede tradita”. A tal fine l’ufficio legale del Codacons sta studiando la possibilità di intentare una vera e propria class action, alla quale tifosi e scommettitori possono partecipare compilando i moduli di pre-adesione che entro oggi saranno pubblicati sul blog www.carlorienzi.it.

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