Al Csm passa la delibera sulla segretezza delle intercettazioni

toghe_slider“Così indagine penale più sicura”. Sfornata di nomine ma rinviata quella del procuratore aggiunto di Milano

 

ROMA – Passa quasi all’unanimità al Csm, con solo 4 astensioni, la delibera portata in plenum dalla Sesta Commissione sulla tutela della segretezza dell’attività di intercettazione nelle Procure. Una delibera approvata mercoledì scorso, che oltre a migliorare l’organizzazione di tutti gli uffici giudiziari e quindi a rendere più sicura l’indagine penale, avvia un monitoraggio nelle varie Procure italiane sulle modalità di conservazione dei supporti e dei brogliacci delle conversazioni telefoniche.

Entro il prossimo 30 giugno i Procuratori della Repubblica dovranno trasmettere tutta la documentazione in loro possesso e la Commissione analizzerà se nei vari uffici vengano adottate misure di tutela in questo senso, come quelle a difesa del segreto durante l’ascolto da parte della polizia giudiziaria, o quelle che chiamano in causa intercettazioni indirette di conversazioni con un parlamentare o con un difensore.

Sfornata di nomine approvate sempre nel plenum di mercoledì scorso: Roberto di Bella è stato nominato presidente del Tribunale dei Minorenni di Reggio Calabria e ora lascerà l’incarico di giudice del Tribunale dei Minorenni di Messina. Michele Galluccio è passato invece dall’incarico di consigliere presso la Corte d’Appello di Messina a quello di presidente del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto. Infine, l’Avvocato generale Giuseppe Vignola sarà Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Lecce.

È stata invece rinviata quella che era la nomina di vertice più attesa: quella del nuovo procuratore aggiunto di Milano, chiamato a ricoprire il posto lasciato vacante da Armando Spataro. Il candidato di punta è il magistrato di Cassazione Giovanni Salvi, protagonista e titolare di note inchieste come la strage di Ustica e gli omicidi Calvi e Pecorelli.

Il Csm ha invece archiviato la pratica “5 Terre”, che riguardava la vicenda del sottosegretario all’Interno Michelino Davico a cui la magistratura aveva negato l’autorizzazione a compiere una visita privata all’ex presidente del Parco Nazionale delle 5 Terre, Franco Bonanini, che era agli arresti domiciliari nell’ospedale di La Spezia a seguito del suo coinvolgimento nell’inchiesta “Mani Unte”, su una presunta truffa ai danni dello Stato.

Palazzo dei Marescialli ha ”assolto” i magistrati che presero quella decisione, disponendo l’archiviazione del fascicolo che era stato aperto sulla vicenda dopo un esposto del sottosegretario. La decisione è passata con 13 voti a favore, 7 contrari e un astenuto. Secondo il Csm, le modalità di condotta delle due toghe coinvolte, il pm Luca Monteverde e il gip Diana Brusacà, sono state ”del tutto corrette e rispettose dei ruoli”.

(Valentina Marsella)

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