“La Corte non può bloccare il referendum”

alfonso-quaranta-aperturaIl neo-presidente della Corte Costituzionale Alfonso Quaranta: continueremo a lavorare con imparzialità

 

 

ROMA – Alfonso Quaranta, 75 anni napoletano, è il nuovo presidente della Corte Costituzionale. Ad eleggerlo sono stati, a scrutinio segreto, 13 giudici della Consulta con la sola eccezione di Maria Rita Saulle, assente per motivi di salute. Quaranta, che succede a Ugo De Siervo il cui mandato è scaduto lo scorso 29 aprile, sarà dunque il trentacinquesimo presidente della Corte e resterà in carica fino al 27 gennaio del 2013.

Ritenuto più gradito al centro-destra, arrivato alla Corte nel 2004 ed eletto giudice costituzionale dal Consiglio di Stato, già lo scorso dicembre aveva fatto traballare l’elezione di De Siervo per un solo voto di scarto. Quaranta ha avuto la meglio sia su Paolo Maddalena, giudice proveniente dalla Corte dei Conti che lascerà la Consulta il prossimo 30 luglio, sia su Alfio Finocchiaro, scelto dalla Cassazione e che andrà via il prossimo cinque dicembre. Maddalena e Finocchiaro sono stati indicati come vicepresidenti. Quaranta è stato eletto al primo scrutinio con dieci voti a favore e tre schede bianche. Voti favorevoli arrivati sia da destra che da sinistra, in quanto Quaranta è ritenuto da molto giudice “equilibrato, prudente, preparato”.

Proprio nei giorni scorsi Maddalena, indicato come cattolico di area vicina al centro-sinistra, aveva fatto un passo indietro nella corsa alla presidenza inviando una lettera ai colleghi con il dichiarato scopo di evitare “imbarazzi” e rasserenare il clima. Clima in realtà già infuocato perché domani tutti guarderanno alla Corte Costituzionale, chiamata a decidere se ammettere o meno il nuovo quesito referendario così come riformulato dalla Cassazione nei giorni scorsi.

Stando alle previsioni l’orientamento della Corte sarebbe quello di dare il via libera definitivo al nuovo quesito: “Personalmente ritengo di no”, si è infatti affrettato a dire Quaranta subito dopo la sua elezione a chi gli chiedeva se, in vista della decisione, la Corte abbia il potere di bloccare il quesito referendario. E questo si spiega facilmente: la Corte non è chiamata a “fare le pulci” alla scelta della Cassazione, bensì a verificare se il quadro normativo che rimarrà all’esito del referendum sarà comunque chiaro e non equivoco.

I giudici guidati da Quaranta saranno poi chiamati all’inizio di luglio a decidere sull’ammissibilità del conflitto tra Camera e magistratura di Milano su caso Ruby, per il quale Berlusconi è imputato di prostituzione minorile e di concussione. Il 5 ottobre, poi, sarà la volta del conflitto sul caso Mediatrade sollevato da Palazzo Chigi contro i giudici di Milano che stanno processando il premier per frode fiscale. Infine, il 20 settembre è atteso il verdetto sulla legittimità di diversi punti della legge sulla fecondazione assistita.

Il fatto di essere stato eletto a larga maggioranza, con 10 voti a favore su 13, per Quaranta è la dimostrazione che si tratta “di una votazione che supera ogni dubbio” rispetto alle accuse di politicizzazione mosse a più riprese nei confronti della Consulta. Sotto la mia presidenza, ha spiegato, si “continuerà ad operare secondo i principi di terzietà, collegialità, imparzialità e indipendenza, che hanno sempre caratterizzato la Corte e che io confermo”.

Il neo-eletto ha alle spalle una lunga carriera nella giustizia amministrativa e diversi incarichi di collaborazione governativa, specialmente negli esecutivi della Prima Repubblica (tra il 1970 e il 1993 è stato più volte capo dell’Ufficio legislativo e capo di gabinetto dell’ex-ministro Remo Gaspari). Laureato in Giurisprudenza, è stato presidente della II sezione del Tar del Lazio, segretario generale del Consiglio di Stato, componente della Commissione tributaria centrale, docente di diritto amministrativo all’università “La Sapienza”. Tra le varie onorificenze di cui è stato insignito, il suo curriculum elenca quelle di Cavaliere di Gran Croce, Grande ufficiale dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, medaglia d’oro per i benemeriti della Sanità Pubblica.

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