Csm, in dirittura d’arrivo i pareri su riforma e arretrato civile

michele-vietti-sliderIl parere sulla riforma della Giustizia dovrà essere pronto per domani. Si indaga anche sulla cosiddetta “P3”

 

ROMA – Riforma della giustizia e Ddl sull’arretrato civile. Sono sempre gli argomenti “clou” al Csm sotto la lente della Sesta Commissione che dovrà redigere i pareri sui due provvedimenti da presentare al Guardasigilli Angelino Alfano in tempi strettissimi. L’esame della Commissione sarà “lampo”, almeno per il documento sulla riforma costituzionale della Giustizia che dovrà necessariamente essere pronto per domani, per passare al vaglio del plenum di Palazzo dei Marescialli. Una scadenza obbligata decisa la scorsa settimana, visto che il vicepresidente Michele Vietti il prossimo 13 giugno dovrà comparire davanti alle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera per l’audizione sulla riforma.

È alle battute finali, sempre in Sesta Commissione, l’esame al Ddl sull’arretrato civile, iniziato due settimane fa. Approda in plenum anche il caso della cosiddetta “P3”, la presunta associazione segreta nel mirino della Procura di Roma che ha visto tra i protagonisti Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e l’ex presidente della Corte d’Appello di Milano Alfonso Marra.

Quest’ultimo, su cui la Prima Commissione del Csm aveva aperto una procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità (appunto per la vicenda delle pressioni che sarebbero state esercitate per la sua nomina al vertice della Corte d’Appello milanese da parte di uno degli esponenti della P3, l’ex-giudice tributario Pasquale Lombardi), si è dimesso dalla magistratura a novembre scorso. Coinvolto nella vicenda, anche il capo degli ispettori del ministero della Giustizia Arcibaldo Miller, il cui nome nelle carte processuali sarebbe associato ai tentativi di avvicinamento e di pressione nei confronti di esponenti della Corte Costituzionale prima che venisse esaminato il Lodo Alfano, dichiarato poi incostituzionale. Proprio della sua posizione si discuterà in plenum.

La Prima Commissione, bacchetta Miller per la sua condotta nella vicenda, in “aperta violazione dei canoni di imparzialità e indipendenza”, partecipando “a riunioni nelle quali si esercitavano pressioni politiche anche illecite su organi di rilevanza costituzionale nell’esercizio della giurisdizione” e ponendo “il suo potere amministrativo a servizio di interessi di parte politici e affaristici”. Tuttavia si chiede l’archiviazione parziale della pratica limitatamente alla posizione di Miller, fa notare la Prima Commissione, visto che la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale non è “esperibile” nei confronti del magistrato che svolge un incarico extra-giudiziario al di fuori delle competenze del Csm. Nei confronti delle altre toghe coinvolte invece, l’istruttoria in Prima Commissione continua.

È tornata invece in Quinta Commissione la pratica relativa al procuratore aggiunto di Milano, chiamato a succedere ad Armando Spataro. In pole position c’era Giovanni Salvi, ma lo stesso magistrato ha fatto sapere alla Quinta Commissione di essere in corsa anche per la poltrona di procuratore di Catania. È dunque in stand-by la decisione su chi succederà a Spataro, in attesa che si delinei una situazione più chiara.

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