Ecomafie, nel Lazio più di 8 illegalità al giorno

abusivismo-edilizio-sliderIl Rapporto di Legambiente: nel 2010 nella nostra regione segnalate 3.124 infrazioni. Crescono i reati legati ai rifiuti

 

ROMA – 3.124 infrazioni pari a 8,5 illegalità al giorno, il 10,1 per cento di tutti i reati segnalati a livello nazionale. Con una crescita importante per quanto riguarda quelli legati al ciclo dei rifiuti, al ciclo del cemento e agli incendi boschivi. È la fotografia della nostra regione, scattata nel 2010, che emerge dal Rapporto Ecomafie 2011 di Legambiente, che vede il Lazio scendere di tre posizioni rispetto all’anno precedente, tornando al quinto posto che già aveva nel 2008 dal secondo posto dello scorso anno.

Stando ai dati delle forze dell’ordine elaborati da Legambiente, si dimezzano le persone denunciate (dalle 2.248 del 2009 alle 1.197 del 2007) e diminuiscono i sequestri, che quest’anno sono stati 751 a fronte dei 919 del 2009. Drastico crollo anche per gli arresti, scesi da 30 a 5. Stabile, invece, il numero complessivo dei reati, che passano da 3.469 a 3.124. Ma a colpire di più è il dato che riguarda la provincia di Roma, nel cui territorio sono state accertate 231 infrazioni soprattutto nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti, facendo così della Capitale la terza provincia in Italia per l’importanza del fenomeno; preoccupante anche il dato della provincia di Latina, quarta in Italia nei reati legati al ciclo del cemento con 264 infrazioni.

I dati del Lazio confermano “un’illegalità troppo diffusa e una pericolosa ascesa della criminalità organizzata, che richiede una risposta determinata da parte della Regione, per sostenere il prezioso lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura” spiega Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Da un lato, spiega Legambiente, continuano gli illeciti diffusi, mentre dall’altro “si radicano organizzazioni criminali con troppi casi nei quali ci sono legami con amministrazioni locali ben oltre i livelli di guardia, soprattutto nel sud Pontino”.

Per l’Associazione ambientalista servono dunque norme più severe e una maggiore attenzione da parte delle istituzioni: “Su cemento e rifiuti la Regione – si legge nel Rapporto – deve dare un forte impulso alle amministrazioni locali con il nuovo piano rifiuti che deve puntare su una nuova stagione per la gestione, che incrementi riduzione e raccolta differenziata, settori a basso livello di illegalità e infiltrazione, facilitando sul fronte del cemento abusivo il riavvio delle ruspe per gli abbattimenti”.

Andando ad analizzare i dati legati proprio al ciclo dei rifiuti, il Lazio scala una posizione e passa da sesta a quinta regione in Italia per ecomafie nel settore, con un incremento del 30 per cento dei reati accertati.  Basti guardare alla cronaca recente, piena di storie riguardanti provvedimenti giudiziari legati al ciclo dei rifiuti, da Minturno a Villa Latina, da Anagni a Ceprano, dalle isole pontine a Roccasecca.

Elevati anche i reati accertati nel ciclo del cemento, che portano la nostra regione in terza posizione, dopo Calabria e Campania, con 913 denunce e 269 sequestri. Secondo i dati forniti dalla Pisana, dal 2004 al 2009 sono stati perpetrati 41.588 abusi edilizi con una media di 20 al giorno; il 22 per cento nei comuni costieri della regione o in aree vincolate paesaggisticamente. Tra i casi più eclatanti la vicenda di Mondiali di Nuoto a Roma, l’abusivismo nel Parco Nazionale del Circeo, a Tor San Lorenzo o nel Parco dei Castelli Romani.

Va male anche sul fronte degli incendi, dove da qualche tempo si registravano trend positivi: con 492 roghi si passa dal settimo al sesto posto nazionale. Stabili i dati riguardanti le archeomafie e i reati contro la fauna: per il 2010 il Lazio conferma il triste primo posto tra le regioni italiane in entrambi gli ambiti.

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