CortoArteCircuito, l’arte attraverso immagini

Il-MaxxiTre cortometraggi raccontano l’universo creativo dei grandi artisti Pistoletto, Mochettie e i Masbedo

 

ROMA – A chi non è venuto il desiderio di capire cosa c’è dietro alle opere d’arte contemporanee, spesso incomprensibili per l’uso di codici linguistici sconosciuti, o di sentire dalla voce stessa degli artisti da quali profonde motivazioni sono spinti a realizzarle. L’associazione no profit CortoArteCircuito, presieduta da Beatrice Bordone Bulgari e con la direzione artistica di Paola Ugolini, offre al pubblico questa possibilità, seguendo alcune fasi delle installazioni delle mostre in scena al Maxxi, facendo ascoltare le parole degli artisti e aprendo al confronto tra due espressioni diverse, l’arte e la cinematografia.

All’auditorium del Maxxi sono stati presentati, primi di una lunga serie, tre cortometraggi che ci fanno entrare in modo diverso, nell’universo creativo di tre grandi artisti. Michelangelo Pistoletto viene seguito durante l’allestimento della sua splendida mostra che occupa ancora i piani superiori del museo. Attraverso la sua voce, l’artista ripercorre i ricordi legati alla creazione di uno dei momenti irripetibili della storia degli anni Sessanta, la nascita dell’Arte Povera a Torino. Performance, oggetti, pensieri si intersecano a costruire il mondo di Pistoletto, anticipatore di un linguaggio che avrà grande fortuna e che, ancora oggi, mostra la sua vitalità.

Maurizio Mochettie viene invece seguito nell’elaborazione dell’opera che “illumina” e impronta gli spazi della Hadid, quei tubi rosso fuoco che attraversano gli alti soffitti, le ripide scalinate, regalando energia e un soffio di diversità poetica alla maestosità dell’intero edificio. Anche Mochettie racconta a parole le sue considerazioni filosofiche. Infine, il cortometraggio “C’est la vie, pas le paradis” del gruppo Masbedo, conduce a un nuovo, diverso linguaggio artistico che incrocia il video con la scrittura e fornisce una narrazione attraverso immagini degli artisti stessi nel confronto con gli altri, frammenti del corpo, del volto, della visione che ognuno rispecchia dell’altro. Il video si fa interprete di nuove, attuali possibilità di comunicazione.

I cortometraggi, proiettati nel corso di una visione per addetti ai lavori, potranno costituire per il pubblico un mezzo utile non solo alla comprensione dei nuovi linguaggi, ma anche alla lettura dei turbamenti e delle riflessioni contemporanee.

(Maria Grazia Tolomeo)

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