Il valzer di nomine negli enti di ricerca

ricerca-cnr-sliderA breve i nomi degli aspiranti presidenti e consiglieri di amministrazione dei 12 maggiori enti di ricerca italiani

 

ROMA – Dovrebbe scadere oggi il termine per la presentazione delle candidature per la presidenza dei dodici enti di ricerca vigilati dal ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Usiamo il condizionale sia perché si discute sulla data di scadenza, se l’8 o il 9 giugno, sia per un problema tecnico che in questi giorni sta interessando le Poste Italiane, in quanto le candidature devonytio essere presentate con Raccomandata e di questi tempi…

Ma veniamo allo straordinario e irripetibile pacchetto di nomine su cui si scatenano famelici appetiti e interessi politici ed economici. La nomina dei nuovi organi è stata anticipata nei vari enti dalla delibera del nuovo statuto e dai regolamenti. Secondo il decreto legislativo del 2009, il Miur ha tempo due mesi dall’entrata in vigore del nuovo statuto per nominare i vertici. La scadenza quindi è stata fissata al primo luglio prossimo.

La scelta però non farà facile né semplice. Il meccanismo di elezione infatti, se da una parte è a totale discrezione del ministro Gelmini cui spetterà sempre l’ultima parola, è alquanto laborioso. Le diverse candidature arrivano al comitato di selezione, scelto anche questo dal ministro, composto da cinque esperti della comunità scientifica nazionale ed internazionale. A farne parte sono Francesco Salamini, Gaetano Lombardi, Angelo Spena, Fabiola Giannotti e Pasquale Pistorio, i quali proporranno alla Gelmini una rosa di candidature, cinque nominativi per la carica di presidente e tre per quella di consigliere, in ciascuno dei 12 enti.

A quel punto la titolare del Miur nominerà tre componenti del Cda, tra cui il presidente, mentre gli altri due saranno scelti tra le indicazioni dei ricercatori, della conferenza dei Rettori, della conferenza Stato-Regioni, di Confindustria e dell’Unione delle Camere di Commercio. Mettere tutti d’accordo non sarà cosa da poco. Una volta designati, i decreti ministeriali di presidente e consiglieri saranno comunicati direttamente al Parlamento per l’approvazione definitiva. La data fatidica del primo luglio per chiudere definitivamente la partita delle nomine diventa così una pura chimera.

organizzazione-cnrTra le dodici presidenze e i venti posti di consigliere di amministrazione degli enti (non tutti i consiglieri scadono nella stessa data), riportati nell’organigramma qui a fianco, vi sono però delle anomalie. Il Cda dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), ad esempio, nominato con decreto del Ministro, è costituito dal presidente e da altri quattro componenti, dei quali uno designato dal ministro degli Affari esteri, uno dal ministro della Difesa e uno dal ministro dell’Economia.

Altro caso singolare è quello della composizione del consiglio direttivo dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), ridotta a due componenti rappresentativi degli enti di livello non ministeriale, poiché il presidente viene eletto internamente come anche all’Istituto nazionale di alta matematica (Inam). Diverso ancora l’esempio del Cnr, unico ente ad avere sette componenti del Cda, di cui solo due verranno rinnovati in questa tornata.

Tra i requisiti necessari per partecipare alla selezione c’è l’ostacolo insormontabile del doppio mandato presso lo stesso ente. Il monito vale quindi per Enzo Boschi, presidente dell’Ingv, Roberto Petronzio a capo dell’Infn e, con qualche perplessità, anche per Enrico Saggese al vertice dell’Asi. Saggese infatti, prima di essere presidente, è stato commissario dell’istituto. Ci si domanda quindi se il mandato di commissario equivale a quello di presidente oppure no. Il ministero dice sì, altri invece sono di parere opposto.

Tra i rumors registrati nei corridoi dei giorni scorsi, per il vertice del Cnr si parla della candidatura di due ex esponenti politici di tutto rispetto, Marcello Pera e Luigi Nicolais. L’attuale presidente, Luciano Maiani, anela fortemente ad una conferma, ma non sembra godere, allo stato attuale, di molte chances. Per quanto riguarda l’Asi, oltre all’attuale presidente, si dà per certa la candidatura di Simona Di Pippo, ex-capo di un direttorato dell’Esa.

Come si vede, la partita è grossa e i players, c’è da giurarlo, se la giocheranno fino in fondo, senza esclusione di colpi. Da domani, poste permettendo, si dovrebbero chiudere le candidature e allora sarà possibile avere un quadro più chiaro e avanzare qualche pronostico sull’esito finale della partita. Sempre che naturalmente l’arbitro, in gonnella questa volta, si mantenga imparziale.

(Nerina Stolfi)

 


 

IL DOCUMENTO: Il rinnovo degli enti di ricerca

 

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