Crisi, dal 2009 le famiglie del Lazio hanno perso 1 miliardo

supermercatoL’allarme arriva della Cgil di Roma e del Lazio: “La nostra è la regione più tassata a livello nazionale”

 

ROMA – Da quando è iniziata la crisi economica del 2009 le entrate delle famiglie del Lazio si sono ridotte di un miliardo di euro, con pesanti ricadute sulla loro capacità di spesa. È il quadro disegnato dalla Cgil Roma e Lazio.

La nostra regione, spiega il segretario generale Claudio Di Berardino, rappresenta le realtà “più tassate a livello nazionale: in media un cittadino italiano paga 100 euro al mese tra imposte comunali, provinciali e regionali, mentre qui la spesa è di 150 euro”.

Il momento è difficile per tutti, spiega l’associazione dei lavoratori: “Il 65 per cento dei pensionati vive con entrate che non superano i 700 euro al mese mentre i precari, che sono 420mila, guadagnano in media tra gli 850 e i 900 euro al mese”. Non va bene neanche nel settore delle imprese, messe in ginocchio dai ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione, che “causano la contrazione dei posti di lavoro e da ristrutturazioni, delocalizzazioni, chiusure e tagli ai trasferimenti”.

La Cgil Lazio ha anche proposto alla Regione una ricetta per un fisco più equo: eliminare il ticket della sanità per i lavoratori in cassa integrazione e in mobilità, per i precari e per gli altri introdurre la progressività attraverso l’Isee. “Per l’Irpef regionale – ha spiegato Di Berardino – occorre definire fasce di reddito per far pagare di più a chi ha di più. Si può fare – ha aggiunto – perché ci sono regioni come la Puglia che l’hanno fatto”. Una richiesta la Cgil la invia anche al sindaco Alemanno: “Chiediamo di scrivere un regolamento per la progressività Irpef, bisogna far riferimento all’Isee e non al quoziente familiare, bisogna azzerare l’auemnto del 20 per cento della tariffa rifiuti recuperando risorse e con l’efficientamento dell’azienda e l’abbattimento delle consulenze”.

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