Gestione rifiuti radioattivi, scoppia il caso di Pietro Canepa

scorie-nucleari-sliderLa Nucleco, società Enea-Sogin, continua a perdere importanti appalti a causa del suo presidente

 

ROMA – Pietro Canepa sta danneggiando la Nucleco? A chiederselo sono alcuni deputati dell’opposizione che hanno presentato un’interrogazione parlamentare per sapere se il Governo non trovi inopportuno che a guidare la società romana controllata dall’Enea e dalla Sogin e specializzata in gestione di rifiuti radioattivi di bassa e media attività vi sia una persona con precedenti penali nel campo dei reati contro la pubblica amministrazione.

La vicenda nasce quando l’Istituto Superiore di Sanità decide di assegnare un appalto di quattrocentomila euro per lo smaltimento di rifiuti radioattivi di origine biomedicale alla società privata Protex di Forlì. Non si tratta della vincitrice dell’appalto, bensì della seconda classificata: l’Istituto di Sanità, dopo una verifica dei requisiti, è infatti venuta a conoscenza che il presidente della Nucleco Pietro Canepa aveva patteggiato una sanzione pecuniaria per aver truccato un concorso pubblico che assegnava fondi comunitari per progetti di bonifica dei fanghi derivanti da dragaggi portuali, e quindi non avrebbe potuto ricoprire quella carica.

Proprio per questo motivo i deputati del Pd Mario Tullo, Sabina Rossa, Francesco Tempestini, Federico Testa, Ludovico Vico, Massimo Zunino e Andrea Orlando hanno presentato un’interrogazione al ministro dell’Economia Giulio Tremonti e al ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani per sapere innanzitutto se siano a conoscenza dei fatti e se vi sia conferma di quanto esposto e se, inoltre, “il permanere dell’ingegner Canepa alla guida di Nucleco oltre ad essere di dubbia opportunità, non abbia una ricaduta economica negativa per la stessa”, che “si troverebbe a non poter partecipare a gare, mortificando le capacità tecniche di cui dispone che sono un motivo di garanzia per i delicati settori in cui opera”.

Già il 19 maggio scorso fu presentata un’interrogazione nella quale si chiedeva quali motivazioni abbiano portato alla nomina (da parte dell’ex-ministro Scajola, aggiungiamo noi) di Canepa e “quali criteri di professionalità, trasparenza e rigore si adoperano per procedere alla scelta di persone che dovranno ricoprire ruoli in cui necessitano grandissima professionalità, autonomia e rigore morale riconosciuto”.

Proprio la nomina di Canepa, già nel consiglio di amministrazione della Nucleco su indicazione dell’azionista Sogin, aveva fatto clamore qualche tempo fa: secondo molti si sarebbe trattato di un vero e proprio colpo, addirittura “il passaggio-chiave” attraverso cui, con un uomo di strettissima fiducia alla guida della società incaricata della gestione delle scorie, il Governo avrebbe potuto gestire il ritorno al nucleare.

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