Atac, Alemanno dà il via all’”operazione verità”

autobus-atac-sliderBattaglia in Campidoglio. Il sindaco: “Risanamento nel 2015, ora dialoghiamo”. Il Pd: “Tutta colpa di Parentopoli”

 

ROMA – “Su Atac parte un’operazione verità”. Così il sindaco di Roma Gianni Alemanno al termine del Consiglio comunale straordinario tenutosi nel pomeriggio di ieri dopo lo scandalo Parentopoli che ha travolto l’Azienda di trasporto pubblico capitolina. “Dopo tante illazioni fatte in questi mesi – ha annunciato il sindaco – voglio dire che sia sul fronte dell’indebitamento che su quello delle assunzioni l’azienda ha avviato il suo risanamento”. E mentre maggioranza e opposizione “duellavano” all’interno dell’Aula, decine di lavoratori hanno invaso la piazza del Campidoglio per chiedere certezze sul futuro.

L’assemblea tematica si è conclusa con l’approvazione di otto punti su dieci e con l’impegno a preservare l’azienda tutelando i livelli occupazionali. Dal documento si evince inoltre la richiesta di portare “a rapida discussione e approvazione i provvedimenti e tutte le iniziative volte a permettere ad Atac di vedere la propria posizione stabilizzata e i propri conti economici in pareggio”.

Il sindaco, assente per quasi tutta la durata del dibattito, a fine serata punta il dito soprattutto sul passato dell’Azienda, parlando di un indebitamento netto “passato da 615 milioni nel 2007 a 389 nel 2010 mentre il personale è sceso nel 2010 al punto più basso degli ultimi cinque anni, e cioè a 12.360 unità”. Per affrontare il problema, ha aggiunto il sindaco, “chiediamo, attraverso l’Assemblea capitolina, un finanziamento con la proprietà immobiliare di Atac Patrimonio che servirà per pagare il debito pregresso che viene da lontano e che noi abbiamo già cominciato a sanare negli ultimi tre anni”.

Le parole di Alemanno, dunque, sconfessano la linea dura degli ex-An Piso e Aracri, avallando quella dialogante di Aurigemma e Gramazio: “Le linee del piano industriale definito dal Cda sono la strada maestra per il risanamento dell’azienda entro il 2015, ma si tratta di una linea aperta e che accetta proposte. C’è uno sforzo complessivo senza scaricare i costi sulla gente, ma combattendo l’evasione”.

“I problemi della copertura dei costi – mette in luce poi l’assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma – sono strutturali e derivano in larghissima parte dell’obbligo di ricorso alla sola spesa corrente per il finanziamento del servizio. Il comune di Roma dal 2002, per effetto della modifica del titolo V della Costituzione si è trovato nell’impossibilità di integrare le risorse destinate al contratti di servizio con Atac”.

All’attacco il capogruppo Pd in Comune Umberto Marroni, secondo cui il sindaco “dimostra ancora una volta la totale mancanza di rispetto dell’istituzione: non solo è arrivato in Consiglio con quattro ore di ritardo, ma ha pensato bene di presentare sommarie linee guida per il piano industriale prima alla stampa invece di illustrarle all’Assemblea capitolina, sempre più ostile al primo cittadino. Inoltre – continua Marroni – i dati riportati non corrispondono alla realtà e si continuano ad omettere elementi di analisi che avrebbero rivelato facilmente come l’Atac sia stata portata sull’orlo del fallimento dalla Parentopoli e della malagestione di Alemanno”, che costeranno ai contribuenti 600 milioni di euro.

Soddisfatto invece il capogruppo Pdl Luca Gramazio, secondo cui è stato ribadito che “nel futuro di Atac c’è un nuovo piano industriale, una rinnovata severità nella gestione di costi e una cospicua capacità nel rilancio dell’azienda grazie agli investimenti previsti, che saranno in grado di sostenere il servizio”.

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