Assicurazioni, gli interventi light dell’Isvap

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Il mercato assicurativo ha perso 731 milioni nel 2010. Il malessere dei cittadini per l’RC auto

 

ROMA – Si vede che le considerazioni finali dei “grandi controllori” hanno tutte le stesse caratteristiche di impalpabilità ed astrattezza. Come era accaduto pochi giorni fa con Mario Draghi, così Giancarlo Giannini, presidente dell’Istituto che vigila sulle imprese di assicurazione, nel suo Rapporto annuale ha volato molto alto, limitandosi per lo più ad enunciare i problemi senza soffermarsi sulle soluzioni più o meno efficaci.

Così nell’analisi del settore, riconosciuta l’esistenza di problemi strutturali soprattutto nel ramo danni e nella RC auto in particolare “che continua ad essere fonte di forte malessere per i cittadini e di criticità di varia natura per l’industria; sul finire dell’anno ha preso avvio un processo di riforma del settore cui l’Autorità ha dato un suo contributo non solo in termini di proposte ma anche sul piano dei fatti”.

Fatti di cui in verità i cittadini-utenti non si sono neppure accorti, se è vero, come afferma lo stesso Giannini, che tra l’anno passato e il primo trimestre di questo gli aumenti dei premi per l’assicurazione auto hanno superato nell’insieme il 10 per cento. Tant’è che l’Autorità ha avviato 14 istruttorie nei confronti di altrettante compagnie per sospetta elusione, attraverso la leva tariffaria (con premi annui fino a 8.500 euro), dell’obbligo a contrarre previsto dalla legge a carico delle imprese. Tredici di queste si sono già concluse con l’applicazione di non meglio specificate sanzioni.r.

A questo riguardo il presidente sostiene che “l’Autorità ha ritenuto necessario dare un forte segno di discontinuità, avviando un percorso in direzione di una riforma del settore, con un pacchetto organico di proposte oggetto di segnalazione al Parlamento e al Governo”. Tuttavia più che un pacchetto di riforme, quelle proposte, che vanno dalla regolamentazione delle cosiddette macrolesioni alla obbligatorietà del risarcimento diretto, alla riforma del sistema bonus-malus, assomigliano piuttosto a “pannicelli caldi”.

Così come un’altra importante novità costituita dalla nuova architettura di vigilanza europea Solvency II, destinata ad entrare in vigore soltanto nel 2013, potrebbe, come afferma lo stesso Giannini, “porre un freno alle politiche di ristrutturazione del portafoglio prodotti e di investimento, con conseguenze sugli assetti competitivi”.

È vero comunque che a causa del protrarsi del ciclo negativo nel ramo RC auto il risultato di esercizio del mercato assicurativo nazionale nel 2010 è risultato negativo per 731 milioni, nell’ambito del quale la perdita nel comparto danni (1.018 milioni) non ha trovato piena compensazione nel modesto utile di quello vita (287 milioni). Ma è anche vero che in base ad uno studio della At Kearney, l’utile sul patrimonio netto (il roe) delle principali compagnie assicurative nello stesso anno è risultato positivo, con Axa Assicurazioni, Generali e Allianz Italia ai primi posti. Tra le grandi, le uniche due compagnie con roe negativo sono state la Sara e la Fondiaria-Sai.

Tra le numerose reazioni che hanno accompagnato la relazione del presidente dell’Isvap, quella più sferzante è senz’altro quella del senatore Lannutti: “È stata una relazione deludente sui rincari abnormi delle tariffe RC Auto, cresciute del 186 per cento dalla liberalizzazione, con costi insopportabili per gli assicurati, costretti a pagare oltre il doppio della media Ue. È risultata addirittura reticente sugli sperperi e gli sprechi di amministratori che hanno fatto ricadere sugli assicurati il prezzo dei propri hobby, come nel caso di Ligresti, che ha finanziato l’acquisto di cavalli purosangue, il famigerato Toulon, grazie all’aumento dei costi delle polizze”. Secondo Lannutti l’unica parte condivisibile della relazione è quella in cui “censura i comportamenti di banche idrovore, che impongono costose polizze vita sui mutui prima casa, pari a 20-30mila euro ciascuna, appioppate ai mutuatari. Questo scandalo di imporre polizze vita pena la mancata erogazione del mutuo stesso, che non trova la dovuta attenzione né da parte dell’antitrust, nè dalla Banca d’Italia a causa della sua lampante complicità con i banchieri, deve assolutamente cessare”.

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