Le anomalie delle cessioni di Eutelia ad Agile

proteste-agile-sliderLe due società si sono divise due anni fa, pur restando legate. Ma rimangono molti i lati oscuri della vicenda

 

ROMA – Sono trascorsi ormai due anni da quando le strade di Eutelia ed Agile si sono divise il 15 giugno del 2009, pur restando cosi tanto legate ed intrecciate nel tempo fino all’epilogo sancito dal D.L. 70/2011 del 14 Maggio 2011 che traccia uno scenario di coordinamento delle attuali procedure di amministrazione straordinaria delle due aziende.

La cessione del ramo It effettuata da Eutelia a favore della propria controllata Agile Srl e la contemporanea vendita della stessa alla Omega SpA rappresentano il principio di una sostanziale confusione mediatica che ha accompagnato le vicende delle due aziende per i due anni a seguire. Ripercorriamo i tratti salienti di questa intricata vicenda partendo proprio dalle anomalie delle cessione.

La decisione della dismissione del ramo It era stata comunicata al mercato già nel gennaio del 2009, innescando non poche preoccupazioni tra i dipendenti, molti dei quali avevano assistito nel giro di pochi anni a continue cessioni da Olivetti Solutions a Wang Global passando per Getronics, Eunics ed infine Eutelia. Un vero e proprio calvario che ha portato alla dispersione di professionalità, competenze e soprattutto la perdita di posizioni rilevanti nei mercati di riferimento e relative commesse. 

Quello che era approdato in Eutelia, sia dal fronte ex-Getronics che ex-Bull, era un settore già in grossa crisi e che al momento di confluire in Agile era all’apice dell’instabilità. Le due aziende, non più sostenute da eccellenti professionalità e con le commesse in forte riduzione, avevano già predisposto delle manovre correttive; in Bull Italia era già stato avviato dalla casa madre un processo di incentivazione all’esodo, mentre sul fronte Getronics era stato definito un ampio perimetro di esuberi che avrebbe parcheggiato oltre 500 dipendenti.

Sebbene Eutelia, dopo l’acquisizione delle due aziende, non avesse dato seguito a nessuna di queste iniziative, si creò da subito un clima di forte tensione tra i lavoratori e l’azienda che puntava tutto, sbagliando, su una rigorosa politica di internalizzazione.

Vanificati i tentativi di vendita del ramo It nei primi mesi del 2009, e quando la situazione economica di Eutelia era prossima allo stallo, fu notificata a maggio dello stesso anno la decisione di far confluire tutte le strutture operanti in ambito It verso la controllata Agile Srl, che fino a quel momento si occupava di servizi di call center nell’ambito della Basilicata.

L’ufficializzazione dell’operazione avvenne proprio il 15 giugno, seguita dalla contestuale vendita alla Omega Spa. Che di anomalie ci fossero in questa operazione lo hanno dimostrato gli eventi a seguire, in cui si intrecciano importanti procedimenti giudiziari a un caos mediatico senza precedenti in cui non appare più chiaro il ruolo delle singole aziende, dei loro amministratori e dipendenti. Ancora oggi, infatti, si tende a bollare come “ex-Eutelia” qualunque evento correlato alle società interessate nella cessione.

Purtroppo non agevola neppure la composizione societaria dietro alla stessa Omega Spa, rivelatasi poi come un complesso gioco di scatole che agli occhi del pubblico arrivò come una grande macchinazione da far risalire addirittura alla stessa Eutelia.

I giorni successivi alla cessione, caratterizzati da un cauto ottimismo dei dipendenti e delle organizzazioni sindacali, si succedevano nella speranza che l’entrata in scena del nuovo soggetto avrebbe potuto rilanciare quelle attività e quelle commesse che Eutelia non era stato in grado di valorizzare in passato. Purtroppo a questo slancio di ottimismo si contrappose la dura realtà di una totale mancanza di piani e strategie che portarono allo stallo completo di Agile dopo pochissimi mesi, arrivando già ad Agosto a non pagare gli stipendi.

Tardiva a questo punto l’azione dei sindacati di impugnare la cessione per comportamento antisindacale di Eutelia ed Agile ai sensi dell’art. 47 della legge 428/1990 per non aver informato del soggetto con cui erano in corso le trattative e del numero di persone coinvolte nella cessione; comportamento antisindacale che fu in effetti dichiarato il 14 gennaio 2010 dal Tribunale di Roma e confermato il 15 dicembre 2010 in sede di opposizione ma senza dare seguito alle richieste di nullità del trasferimento.

Ben nutrito e sapientemente coltivato sboccia da solide radici un caos mediatico che ha come conseguenza diretta quella di demolire l’immagine di Eutelia da cui tutto era scaturito. I dipendenti di Agile, dopo aver subito la privazione dello stipendio, nel tentativo di sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica iniziarono una lunga occupazione delle sedi a partire dall’ottobre 2009. Le stesse sedi era tuttavia condivise con la stessa Eutelia che rimase per più di sei mesi nell’impossibilità di far accedere il proprio personale del settore TLC negli stabili di proprietà. Voluto o meno, il messaggio che si diffuse al mercato, era che i dipendenti dell‘”ex-Eutelia” avevano occupato le sedi perché non percepivano da mesi lo stipendio.

Ma è solo grazie ad un evento scaturito proprio dal fondatore della stessa Eutelia che la critica situazione in cui si trovano migliaia di lavoratori di Agile approda in prima serata. Infatti, a novembre del 2009, Samuele Landi irrompeva nella sede di Roma di Eutelia, già occupata da un presidio pacifico di lavoratori di Agile, nel tentativo di ripristinare la sede per i dipendenti della stessa Eutelia. Il curioso tentativo, duramente criticato da tutti i fronti, ebbe come diretta conseguenza, la consacrazione del caso a livello nazionale, sebbene anche nei principali talk show non si parlò mai del “caso Agile” ma di quello “ex-Eutelia”.

Ci si chiede se questa confusione sia stata un deliberato tentativo di mantenere correlate nel tempo le due vicende, nella speranza da parte dei lavoratori duramente offesi di una riunificazione dei rami d’azienda, o una più sconcertante superficialità di informazione. Resta il fatto che oggi, dopo oltre un anno di amministrazione straordinaria per le due aziende e dopo due anni dalla cessione rimane ancora aperto il… “caso Eutelia”.

 

 


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