Con Bisignani l’attacco al fortino del potere (occulto)

luigi-bisignani-sliderL'”uomo-ombra” ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sulla P4. Nomine e affari nel suo “bagaglio” professionale

 

ROMA – Con l’arresto (ai domiciliari) di Gigi Bisignani, avvenuto stamattina a Roma, si dice che sia cominciato l’assalto finale al fortino del potere nazionale. Sopravvissuto, con qualche lieve ammaccatura giudiziaria, agli scandali della P2 e di Mani Pulite, assediato più di recente dalle inchieste sul G8, su “Why not” e sulla P4, nella ridotta di piazza Mignanelli Bisignani ha continuato fino all’ultimo a gestire il suo straordinario sistema di relazioni.

Anche l’ultima tornata di nomine nelle aziende a partecipazione pubblica nella scorsa primavera l’ha visto protagonista occulto e tessitore sopraffino delle più ardite architetture del potere.

Siamo abituati per cultura morale prima che giuridica a rispettare rigorosamente la presunzione di innocenza di qualsiasi indagato e il lavoro della magistratura inquirente. Non verremo dunque meno questa volta all’imperativo solo perché è in ballo una persona che desta di per sé curiosità e attenzione. E poi, diciamocelo, anche perché il procuratore di Napoli Henry John Woodcock, che conduce le indagini insieme al collega Francesco Curcio, ci ha purtroppo abituati a clamorose iniziative giudiziarie risoltesi molto spesso in bolle di sapone.

Senza perciò entrare nel merito delle accuse, va detto che Bisignani si è trovato, insieme a pochissimi altri, come Gianni Letta o Cesare Geronzi, al centro di una rete di relazioni e di interessi che ha fatto e disfatto in questi anni molti dei destini di questo Paese. Tutti, più o meno, figli o nipotini di Giulio Andreotti, sono stati allevati a pane, politica e potere e hanno fatto di quel tirocinio la leva della loro influenza.

Se è vero che il fortino sta per essere espugnato, gli avvoltoi già si interrogano su chi andrà ora ad occuparlo. Chi oggi parla di presunte cordate già pronte a prendere la Bastiglia, che ruoterebbero intorno a questo o a quel ministro, si vede che non sa niente dei tempi e dei metodi di costruzione di un “governo delle relazioni” come quello messo in piedi da Bisignani&C.

Forse gli “indignati” italiani che hanno di fatto abbattuto il governo Berlusconi hanno creato il clima per l’eliminazione della rete di sodali. E, come in tutti i vuoti di potere, l’ipotesi più probabile che ora verrà è quella di una guerra di bande dedite a strapparsi i brandelli di potere che restano.

(Emanuele Stolfi)

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