“Porteremo la differenziata al 60% entro fine anno”

cassonetti-sliderL’ambizioso piano rifiuti presentato dalla Regione punta su differenziata e emancipazione dal sistema delle discariche

 

ROMA – L’assessore Pietro Di Paolo ha presentato ieri alla commissione Ambiente il nuovo piano rifiuti della Regiona Lazio, già approvato in Giunta e modificato in seguito alle osservazioni tecniche degli uffici regionali. Oltre ai gruppi consiliari regionali, all’audizione sono stati convocati i rappresentanti istituzionali degli enti locali, le associazioni ambientaliste e i comitati cittadini con lo scopo di dar vita ad un confronto sul delicato tema del ciclo dei rifiuti della regione.

Due gli obiettivi dichiarati del piano: chiusura del ciclo dei rifiuti ed emancipazione dal sistema delle discariche. Obiettivi ambiziosi, raggiungibili solo con un alto livello di raccolta differenziata: 60 per cento a fine del 2011 e 65 per cento dalla fine del 2012, secondo quanto indicato dalla legge di recepimento della normativa comunitaria e dallo stesso piano rifiuti regionale. Attualmente il livello di raccolta differenziata nella Capitale è al 20 per cento, secondo le stime più ottimistiche, e gli interventi quantitativi e qualitativi per migliorarla previsti dal piano della Giunta Polverini, per quanto minuziosamente dettagliati ed ineccepibili in linea di principio, non sembrano in grado di poter compiere un simile miracolo nel breve lasso di tempo che ci separa dalla fine del 2011.

È lo stesso piano rifiuti, quindi, che offre la soluzione: la possibilità per i comuni di ottenere una deroga previa la stipula di un accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente che definisca una nuova tempistica per il raggiungimento della fatidica percentuale.

Il futuro lascia intravedere, invece, una piccola rivoluzione nelle abitudini dei romani. Secondo il piano rifiuti sarà imprescindibile, infatti, passare alla raccolta domiciliare, già sperimentata con successo in alcuni quartieri di Roma in cui si è arrivato in poco tempo al 60 per cento di raccolta differenziata. Di Paolo ha parlato anche della copertura finanziaria del piano, garantita al momento dai 135 milioni di euro stanziati nella finanziaria regionale 2011-2013 ma da integrare con altre risorse, ed ha annunciato otto nuovi impianti di compostaggio, altri cinque impianti di trattamento meccanico biologico e nuovi ecocentri.

Secondo l’impostazione seguita finora dalla Giunta – e contestatissima dalle opposizioni – il piano non accenna al dopo-Malagrotta. L’esaurimento della discarica romana si avvicina a grandi falcate ma, come ha ribadito anche ieri Di Paolo, saranno la Giunta e gli enti locali coinvolti sulla materia a decidere delle sorti delle migliaia di tonnellate di rifiuti prodotte quotidianamente dai romani. Contestualmente andranno avanti le audizioni in commissione Ambiente, già convocata per venerdì e lunedì prossimi. 

Mentre gli esponenenti della maggioranza si dicono soddisfatti del lavoro fatto dall’assessore Di Paolo, non si è fatta attendere la dura reazione delle opposizioni. Rocco Berardo, consigliere della lista Bonino Pannella e vicepresidente della commissione Ambiente, ha affidato al suo blog una serie di interrogativi che mettono in forte dubbio l’efficacia del piano. Il rischio più grande, secondo Berardo, è quello di incappare nuovamente nella procedura di infrazione da parte della comunità europea che, già nel 2007, aveva bocciato il piano rifiuti regionale del 2002, reo di non essere abbastanza dettagliato. In pratica, la stessa pecca di cui si macchierebbe anche il piano della Giunta Polverini non indicando i siti alternativi a Malagrotta né le modalità con cui questi verranno individuati.

Eppure la questione del sito alternativo alla più grande discarica d’Europa è di importanza centrale: l’esaurimento delle volumetrie della discarica, infatti, è imminente. Per il cosigliere radicale si prospetta l’ennesima proroga attraverso l’autorizzazione di volumetrie straordinarie nell’adiacente cava di Testa di Cane: ulteriori 5 milioni di metri cubi che garantirebbero altri tre anni di vita a Malagrotta. In barba alle direttive comunitarie, puntualmente disattese dall’impianto, e alla petizione presentata proprio ieri a Bruxelles da Piergiorgio Benvenuti, di Ecoitaliasolidale, con cui è stata chiesta alla Comunità europea, a nome di trecentomila cittadini, la chiusura definitiva della mega discarica.

(Michele Sensini)

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