Raffica di nomine al Consiglio Superiore

riunione-csm-sliderGianfranco Ciani è il nuovo Procuratore aggiunto della Cassazione. Domani al plenum il caso “P3”

 

ROMA – Archiviata la “patata bollente” del parere alla riforma costituzionale della Giustizia, il Csm si dedica questa settimana a pratiche di “routine”. In particolare, c’è molta carne al fuoco riguardo le nomine di magistrati chiamati a ricoprire incarichi direttivi alla guida degli uffici giudiziari italiani. La nomina più importante è senz’altro quella del successore di Giovanni Palombarini nell’incarico di procuratore aggiunto presso la Corte di Cassazione: il plenum ha accolto la proposta della Quinta Commissione che aveva votato quasi all’unanimità, con una sola astensione, per Gianfranco Ciani, attualmente avvocato generale presso la Suprema Corte. Dunque, Ciani succede a Palombarini.

In vista anche la nomina del presidente del Tribunale di Marsala: in questo caso, il candidato di punta votato unanimemente dalla Commissione è Gioacchino Natoli, magistrato dal 1978, che è stato dal 1983 giudice istruttore a Palermo. Chiamato a far parte del pool dell’Ufficio Istruzione creato da Antonino Caponnetto e da Giovanni Falcone, si è occupato in particolare dell’istruttoria del maxi-processo, delle indagini per gli omicidi Reina, Mattarella e La Torre, nonché dell’inchiesta “pizza-connection”. Alla Procura di Palermo dal 1991, come componente della Dda è stato designato a seguire, tra l’altro, il processo per l’omicidio dell’eurodeputato Salvo Lima. Dal 1998 al 2002 è stato componente del Csm. La sua nomina dovrebbe avvenire tra stasera e domani.

Corsa a due invece per la poltrona di procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Apello di Napoli: la Commissione si è divisa con quattro voti a favore di Vittorio Martusciello, avvocato generale presso la Corte di Cassazione, e un voto per Alessandro Pennasilico, procuratore aggiunto della Repubblica al Tribunale di Napoli. Sarà dunque il plenum a sciogliere il nodo entro domani, ma pare che ad avere la meglio sia Martusciello.

Bolle in pentola anche la nomina del presidente del Tribunale di Salerno: qui il candidato di punta è il consigliere della Suprema Corte Ettore Ferrara. Infine, per il posto di procuratore della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catanzaro, la battaglia è tra due magistrati: Santi Consolo, attualmente fuori ruolo per rivestire l’incarico di vice capo dipartimento del Dap, che è stato votato da quattro consiglieri in Commissione, e il Procuratore presso il Tribunale dei Minorenni di Catanzaro, Carlo Macrì, che ha ottenuto due voti.

Tornerà domani a essere discusso in plenum il caso sulla cosiddetta P3, in particolare riguardo alla posizione del capo degli ispettori del ministero della Giustizia, Arcibaldo Miller. Sulla posizione di quest’ultimo, il cui nome nelle carte processuali sarebbe associato ai tentativi di avvicinamento e di pressione nei confronti di esponenti della Corte Costituzionale prima dell’esame del Lodo Alfano, dichiarato poi incostituzionale, era stata avanzata una proposta di archiviazione. La pratica era tornata in Commissione per approfondire nuovamente alcuni punti dell’istruttoria, ma per il momento la proposta resta ancora quella dell’archiviazione.

Sempre domani la Prima Commissione propone una pratica di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale a carico del procuratore della Repubblica di Ferrara, Rosario Minna. Al centro dell’istruttoria, aperta dalla Commissione a ottobre 2010, alcuni “dissapori” tra il Procuratore e i suoi sostituti, raccontati in audizione dal procuratore presso la Corte d’Appello di Bologna Emilio Ledonne. Quest’ultimo riferì di essere venuto a conoscenza di una “sofferenza istituzionale e comunque di tensione” negli uffici di Ferrara per il comportamento “irriguardoso di Minna nei confronti dei suoi sostituti”. Colpa del linguaggio usato dal Procuratore in alcune lettere indirizzate a loro.

Al contrario, i sostituti avrebbero cercato di non alimentare i contrasti. Ma c’è di più: nel mirino della Commissione ci sarebbe un preciso colloquio tra Minna e un avvocato che lamentava con lui presunte intercettazioni abusive nel suo studio. Minna si è difeso davanti alla Prima Commissione, che ha deciso per il suo trasferimento perché, “a prescindere dai fatti” che gli vengono contestati, la ragione dell’incompatibilità ambientale starebbe nella “rottura del clima di fiducia tra procuratore e sostituti, che impedisce il corretto esercizio della giurisdizione”. Sarà comunque il plenum a decidere il da farsi.

Ancora polemiche al Csm, infine, sul caso di Giuseppe Narducci, il Pm napoletano titolare delle indagini su Calciopoli e sui presunti rapporti del coordinatore campano del Pdl Nicola Cosentino con la camorra, nominato assessore alla sicurezza nella nuova giunta di Luigi De Magistris, al quale la scorsa settimana il Consiglio aveva concesso l’aspettativa, pur richiamando il legislatore alla necessità di un intervento in materia che regoli i passaggi dei giudici a incarichi amministrativi sullo stesso territorio in cui hanno condotto indagini. Oggi, in apertura del plenum, il consigliere Guido Calvi, laico in quota Pd e presidente della I Commissione, competente in materia di incompatibilità, ha ricordato come la decisione, accompagnata da ”diffuso imbarazzo”, sia stata successivamente ”censurata da alcuni parlamentari”, e ha giudicato ”non congruo che il legislatore mettesse in discussione l’operato del Consiglio in presenza di un vuoto normativo”.

Calvi ha sottolineato che ”da novembre del 2010 c’è un disegno di legge di iniziativa di alcuni senatori del Pd che riguarda l’incompatibilità dei magistrati a funzioni amministrative, da oggi all’esame delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia”, chiedendo che ”il Ddl sia messo agli atti del Consiglio”. Il vicepresidente del Csm Michele Vietti ha concluso sottolineando che ”il Csm ha dato esempio di leale collaborazione” e che ”su nostra sollecitazione il Parlamento si è incamminato verso una soluzione del problema”.

(Valentina Marsella)

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