Mamma Rai perde i pezzi ma non le baruffe

lei-garimberti-sliderIl Cda di viale Mazzini ha fatto saltare l’appuntamento con le nomine Lo scontro tra Garimberti e Lei

 

ROMA – Ennesima fumata nera a viale Mazzini. Quando tutto sembrava pronto per il varo del nuovo organigramma Rai messo a punto con enorme fatica e infinite mediazioni dal direttore generale Lorenza Lei, il Consiglio di amministrazione ha fatto saltare l’appuntamento. Avvisaglie, per la verità, c’erano già state con il malumore dei consiglieri di opposizione (Van Straten, Rizzo Nervo e De Laurentiis) espresso a più riprese pubblicamente. Tant’è che la stessa Lei, fiutata l’aria pesante, ha pensato bene di ritirare momentaneamente la proposta per evitare che l’eco dei “panni sporchi di famiglia” danneggiasse in qualche modo la presentazione dei palinsesti autunnali, in programma lunedì prossimo all’Auditorium Parco della Musica.

E francamente, fa sapere la Sipra, con il calo degli acquisti di spazi pubblicitari nei primi cinque mesi di quest’anno (si parla di una flessione di 40-45 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) non si sente proprio il bisogno di altre beghe che facciano scappare gli inserzionisti.

proposte-dg-raiTutto rimandato dunque alla prossima settimana quando comunque riesploderanno le polemiche che hanno avvelenato la vigilia delle nomine. Al centro dello scontro, com’è noto, ci sono soprattutto la rete e il Tg della 2. Alla prima il direttore ha proposto di togliere Liofredi e sostituirlo con Gianluigi Paragone, sponsorizzato dalla Lega. Al Tg invece dovrebbe andare Susanna Petruni, in quota Pdl. L’elenco completo delle proposte di Lorenza Lei è nella tabella allegata.

Per togliere d’ufficio un responsabile di rete – obietta il presidente della Rai Garimberti – e non incorrere in una condanna del magistrato del lavoro, come avvenne nel caso di Paolo Ruffini, bisogna che almeno vi siano inoppugnabili motivi di necessità e urgenza. Condizioni che nel caso di Raidue non sussisterebbero.

Replicano i cinque consiglieri di amministrazione di maggioranza: “Tra i poteri del presidente della Rai non c’è quello di giudicare nel merito le proposte di nomina formulate dal dg”. Il braccio di ferro dunque continua ed è destinato a “tracimare” già martedì prossimo dalle stanze (nemmeno tanto ovattate) del settimo piano di viale Mazzini alle aule parlamentari dove Garimberti e Lei saranno ascoltati dalla commissione di vigilanza di Sergio Zavoli.

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