Scommessopoli, si cerca di correre ai ripari

pallone-sgonfiato-sliderMaggior controllo, massima collaborazione a livello nazionale e tolleranza zero verso chi “trucca” le partite

 

ROMA – Mentre la magistratura continua il suo lavoro di indagini sullo scandalo delle scommesse che ha investito nuovamente il gioco del calcio, il governo e gli organi sportivi deputati cercano di dare risposte ad un problema che ha intaccato (speriamo non definitivamente) i valori della competizione e del fair play dello nostro principale sport nazional popolare.

Un tentativo di rispondere alla necessità di un maggior controllo del fenomeno della corruzione e delle scommesse illecite, nonché della penetrazione nel settore delle organizzazioni criminali, è venuto dal ministero degli Interni con l’istituzione ieri dell’Uiss, l’unità informativa sulle scommesse sportive. L’organismo, voluto in prima persona dal ministro Maroni che pochi giorni fa aveva amaramente commentato che “i valori dello sport sono stati cancellati dalla corsa al successo”, avrà il compito di monitorare e analizzare i dati pervenuti dagli organismi preposti, gestire e controllare le manifestazioni sportive. La riunione di ieri è servita a un primo scambio di opinioni sulle problematiche da affrontare: presenza sul mercato italiano di operatori stranieri, normative vigenti, tipologie di scommesse, giochi on line, palinsesti delle scommesse offerte settimanalmente al pubblico. Il nuovo organismo si propone dunque di favorire la massima collaborazione a livello nazionale sul flussi di informazioni, lo scambio di esperienze e la regolamentazione.

La struttura opererà presso il dipartimento della Pubblica Sicurezza ed è composta da rappresentanti delle forze di Polizia, del Coni, dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (Aams), dalla Figc e dell’Unire, oltre a due esperti di nomina ministeriale. A coordinare il gruppo di lavoro sarà il prefetto Cirillo, direttore centrale della Polizia criminale, che nei prossimi giorni convocherà la prima riunione operativa. Nel decreto firmato da Maroni è prevista anche la creazione di un vero e proprio gruppo investigativo sulle scommesse sportive (GISS) affidato ovviamente ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine. Secondo Maurizio Ughi, consigliere Assosnai, l’unità investigativa del Viminale dovrebbe avere un rapporto più stretto con i concessionari che gestiscono direttamente il gioco, oltre che con i Monopoli.

Il ruolo chiave di Aams sta proprio nell’attività di controllo che, come ha spiegato Luca Turchi, responsabile dell’ufficio scommesse dell’azienda, esiste già “sebbene non vi sia alcun obbligo di legge a riguardo. L’Amministrazione – ha sottolineato Turchi – da anni sta facendo ogni utile azione per la tutela del giocatore. Nel mondo dei giochi il primo a dover essere tutelato è proprio il consumatore”. Tuttavia, aggiunge Turchi, “il danno erariale ricevuto non è valutabile fino a settembre, quando riprenderanno i maggiori campionati di calcio. Il messaggio che deve passare ai giocatori è che la rete ufficiale li tutela. Da quando è scoppiato lo scandalo, infatti, non risultano coinvolti concessionari italiani. Terminate le indagini chiederemo informazioni sui volumi di gioco e sulle transazioni, per recuperare quanto evaso alle casse erariali.

In merito alle ipotesi per arginare il problema delle combine proposte dal Cio, Turchi ritiene che l’organismo olimpico non abbia “possibilità” di limitare i palinsesti: “non si contrasta un fenomeno con la limitazione del prodotto, anzi in Italia con un prodotto certificato si dà un’arma in più in mano ai concessionari regolari”. Il suo dunque è un “no” secco alla limitazione delle scommesse legali in Italia che metterebbe solo dei paletti agli operatori legali spingendo gli utenti verso gli irregolari. In questo senso emblematico è il caso italiano, in cui quasi tutto il gioco era effettuato su mercati asiatici completamente fuori controllo. Ma non tutti sono d’accordo. Maurizio Ughi è infatti tranchant sugli operatori irregolari: “E’ indecente che in Italia esista una rete di accettazione parallela che è anche più estesa di quella dello Stato. Bisogna mettere alla porta chi è in Italia senza essere regolarmente autorizzato”.

Tolleranza zero nei confronti invece di chi ”aggiusta” i risultati delle partite arriva da Michel Platini, presidente dell’Uefa, che ha espresso con fermezza la sua posizione dopo la riunione del comitato esecutivo di ieri a Nyon. “I calciatori che truccano le partite non dovranno più giocare a calcio, mai più – ha commentato Platini – Se ci sono prove che giocatori hanno contribuito ad alterare il risultato di una gara, sono favorevole alla tolleranza zero. Non voglio mai più rivederli in campo”. Il presidente Uefa ha accolto positivamente l’impiego delle forze di polizia per prevenire e reprimere il fenomeno del match-fixing: “Nel calcio ci sono tante cose belle e ci sono anche dei problemi: se ci sono colpe dei giocatori vanno punite. Ma qui il problema non è la violenza, o gli hooligans. C’è di mezzo la delinquenza e anche il riciclaggio. Ho chiesto già da tempo che la polizia vigili su questo mondo. Con l’aiuto delle forze dell’ordine e delle autorità si può lottare in modo più efficace”.

Ma quanto vale il mercato illegale delle scommesse? I dati analizzati da Antonio Costanzo, Board Member dell’Essa (European Sport Security Association), parlano di 90 miliardi di dollari sul mercato asiatico e di 200 miliardi di dollari in quello statunitense. Dati molto più alti rispetto all’Italia dove il giro d’affari illegale viene stimato in 1,5 miliardi di euro. Per quanto riguarda invece il giro d’affari delle scommesse legali online, gli ultimi dati ci dicono che nei primi cinque mesi del 2011 la raccolta complessiva è stata di oltre 2 miliardi di euro, in calo del 6,8% rispetto ai 2,2 dello stesso periodo dell’anno scorso.

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