All’Ara Pacis le collezioni della Farnesina

ara-pacis-1Il fil rouge che lega la concezione razionalista dei due edifici. La collezione d’arte voluta da Umberto Vattani

 

 

ROMA – Al Museo dell’Ara Pacis si celebra “Il Palazzo della Farnesina e le su collezioni”. Un sottile “fil rouge” lega la piazza Augusto Imperatore, esempio di architettura razionalista degli anni trenta dell’architetto Vittorio Ballio Morpurgo, al Palazzo della Farnesina, realizzato dallo stesso autore, con Enrico Del Debbio e Arnaldo Foschini. Questo filo si riallaccia anche al nuovo edificio dell’Ara Pacis, oggetto, fin dal suo nascere, di grandi dibattiti e contestazioni che addirittura ne ipotizzavano l’abbattimento, ma che trova la sua logica nell’impianto, anch’esso razionalista, di Richard Meier che lascia visibile e trasparente l’ambiente urbano circostante e la veduta del monumento antico.

La razionalità dell’impianto caratterizza anche l’edificio della Farnesina, nato inizialmente come Palazzo del Littorio per essere sede di rappresentanza del Partito Fascista e poi spostato nel 1937 nella sede attuale prendendo il nome dal luogo dove sorge, antico possedimento del pontefice Paolo III Farnese e divenuto sede del ministero degli Affari Esteri. L’arredo dell’edificio fu progettato da Del Debbio che ne disegnò i rivestimenti marmorei, le vetrate, i lampadari e il mobilio e indirizzò il lavori degli artisti che realizzarono le decorazioni dei saloni e le opere scultoree.

Il lavoro degli artisti italiani assume un suo valore e una sua completezza nella presenza di una ricca collezione di arte contemporanea italiana promossa, a cominciare dall’anno 2000, dal Segretario Generale Umberto Vattani con la consulenza scientifica di Maurizio Calvesi. L’esposizione odierna, che il catalogo documenta seguendo le varie fasi di realizzazione dell’edifico, sottolinea l’attenzione all’arte figurativa italiana contemporanea con opere che vanno da Giulio Aristide Sartorio a Fortunato Depero, Mario Sironi, Arturo Martini, Marino Marini, Afro, Piero Dorazio, Gastone Novelli, Carla Accardi, Giulio Turcato, Mimmo Rotella, fino ai più recenti Alighiero Boetti, Michelangelo Pistoletto, Domenico Bianchi, Alessandra Giovannoni con opere acquistate o avute in comodato. Altrettanto brillante appare la selezione della collezione del design, presente in modo spettacolare con mobili, lampadari, vasi, oggetti, frutto della collaborazione dei nostri nomi più alti con le innovazioni tecnologiche dell’industria.

(Maria Grazia Tolomeo)

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