Conferma della nomina del Presidente della Cassazione

ernesto-lupo-sliderNel ricorso di Cosentino contro la nomina di Ernesto Lupo, il Tar ha riconosciuto legittima la scelta del Csm

 

ROMA – Il Tar del Lazio è stato chiamato ad esprimersi sulla legittimità e sul merito della nomina del magistrato Ernesto Lupo a Primo Presidente della Corte di Cassazione fatta l’anno scorso dal Consiglio Superiore della Magistratura all’unanimità. Un altro magistrato, Giuseppe Maria Cosentino, che aveva partecipato alla procedura selettiva per i conferimento dell’incarico aveva proposto ricorso contro la decisione del Csm. Le motivazioni del ricorso non erano tra le più lievi: “Eccesso di potere in tutte le sue figure sintomatiche e, in particolare, irragionevolezza, contraddittorietà, difetto di istruttoria, travisamento dei fatti, illogicità ed ingiustizia manifeste, sviamento, sproporzione, perplessità, arbitrarietà ed irragionevolezza, discriminatorietà, violazione degli artt. 3 e 97 della Costituzione”.

A sostegno della sua pretesa, il ricorrente esaltava senza mezzi termini la sua esperienza giurisdizionale e la sua cultura giuridica per arrivare a concludere che “la valutazione comparativa tra il ricorrente ed il dott. Lupo, ove operata con criterio, avrebbe portato a ritenere prevalente il dott. Cosentino”.

Il Tribunale amministrativo del Lazio ha invece espresso valutazioni diverse partendo dal presupposto che per il conferimento delle funzioni di primo presidente della Corte di Cassazione, il magistrato, oltre agli elementi soggettivi desunti attraverso le valutazioni, “deve avere svolto funzioni di legittimità per almeno quattro anni; devono essere inoltre valutate specificamente le pregresse esperienze di direzione, di organizzazione, di collaborazione e di coordinamento investigativo nazionale, con particolare riguardo ai risultati conseguiti, nonché ogni altro elemento che possa evidenziare la specifica attitudine direttiva”.

Il giudizio sul magistrato prescelto per l’alto incarico è tranchant: “Il dott. Lupo può vantare non soltanto il protratto esercizio di funzioni di legittimità, ma una approfondita conoscenza delle problematiche e delle esigenze della Corte di Cassazione che si estende a tutti i settori dell’ufficio, una vasta conoscenza della materia ordinamentale, una specifica attitudine alle funzioni direttive e una competenza nelle tematiche organizzative sperimentata anche nei ruoli apicali più volte ricoperti presso il Ministero della Giustizia”.

La conclusione non poteva che essere il rigetto del ricorso di Cosentino contro la nomina di Lupo, a cui viene riconosciuta una più ampia e completa conoscenza della giurisdizione di legittimità, avendo egli operato sia nel settore civile che in quello penale, laddove il ricorrente ha un’esperienza limitata al settore penale; una maggiore anzianità quale Presidente di Sezione titolare; una significativa attività di direzione e di organizzazione svolte fuori dalla giurisdizione; lo spessore culturale e giuridico e la maggiore competenza nelle materie ordinamentali.

Per questi motivi e sulla base dell’esame comparativo dei rispettivi curricula, “il Tar ritiene che la scelta del Csm sia esaustivamente motivata e che la valutazione comparativa operata sia immune dai vizi prospettati e, comunque, non si presenti irragionevole, illogica o basata su un travisamento dei fatti”.

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