Da Poste a Mondadori, tutti pazzi per il gioco

casino_onlineDal 18 luglio prossimo prende il via la rivoluzione del gioco telematico. Oltre 20 i soggetti in lista per la licenza

ROMA – Nuove licenze, maggiori controlli, strumenti di autolimitazione per i giocatori. La rivoluzione del gioco telematico italiano fornisce una nuova disciplina del gioco on line in Italia. Agli operatori vecchi e nuovi sarà così possibile gestire online, in una nuova infrastruttura informatica, tutti i giochi del portafoglio Aams: dalle scommesse ai gratta e vinci, dal poker al SuperEnalotto.

Secondo quanto riporta Agipronews, l’agenzia di stampa delle scommesse, sono circa una ventina i nuovi soggetti che hanno richiesto una delle 200 licenze per il gioco online: oltre a Poste Italiane dovrebbero entrare nel settore anche Mondadori, il gestore di contenuti su telefonini Neomobile, i tedeschi di Jaxx, gli inglesi di Gamesys, il consorzio di concessionari italiani di scommesse del Corgip e il colosso del poker online Full Tilt Poker, ‘ingolosito’ dalla partenza del poker cash game. La nuova modalità di gioco, insieme ai casinò online, partirà il prossimo 18 luglio.

Ciascuna licenza avrà la durata di nove anni ad un costo di 350mila euro: l’introito per lo Stato, solo dai nuovi concessionari, sarà quindi superiore ai sette milioni di euro. Le nuove concessioni per il gioco a distanza saranno a disposizione sia per nuovi soggetti comunitari sia per chi è già titolare di concessione per i giochi pubblici.

Nel 2011, il governo prevede di incassare 28 milioni di euro: sette milioni dovrebbero provenire dall’arrivo dei nuovi concessionari e 21 dall’emersione del gioco illegale che, secondo il ministero dell’Economia vale circa 2 miliardi di euro.
Fra i requisiti richiesti alle nuove società di gestione, la sede in uno dei paesi dello spazio economico europeo e un fatturato non inferiore a 1,5 milioni di euro nel biennio precedente, ma nel bando si legge che possono partecipare anche i soggetti che operano in settori diversi dal gioco con ammontare complessivo di ricavi relativo al biennio precedente inferiore a 1,5 milioni, purché in possesso di capacità tecnico-infrastrutturale indicate nelle regole amministrative della procedura di selezione.

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