Il nostro destino in mano ad agenzie di rating

moodys-sliderMoody’s mette sotto la lente d’ingrandimento un possibile abbassamento del rating di 23 fra enti locali e società

 

ROMA – L’agenzia Moody’s mette sotto osservazione per un possibile downgrade il rating di 23 fra regioni, province e città del nostro Paese. La stessa agenzia solo poche ore prima aveva annunciato di aver messo sotto la lente di osservazione l’indice di affidabilità delle imprese a partecipazione pubblica Enel, Eni, Finmeccanica, Poste e Terna.

Il panico si diffonde in Borsa: Enel e Terna perdono in una seduta più del 5 per cento, Eni l’1,69, resiste solo Finmeccanica, che aveva già perso abbondantemente nelle settimane precedenti. Lo spread tra i bond tedeschi e italiani si allarga immediatamente di qualche altro punto.

La notizia è messa ovviamente in diretta relazione con l’annuncio della settimana scorsa che il debito sovrano italiano Aa2 (vedi criteri di parametrazione nella tabella a fianco, ndr) veniva posto nel mirino delle agenzie di valutazione per un possibile degrado.

scala-ratingLe motivazioni della decisione venivano così descritte dal responsabile senior del Sovereign Risk Group dell’agenzia americana:
1) Economic growth challenges due to macroeconomic structural weaknesses and a likely rise in interest rates over time;
2) Implementation risks surrounding the fiscal consolidation plans that are required to reduce Italy’s stock of debt and keep it at affordable levels;
3) Risks posed by changing funding conditions for European sovereigns with high levels of debt.

Moody’s aggiungeva che i governi regionali e locali hanno attraversato “la crisi senza un significativo deterioramento dei conti. Comunque non sono immuni dalle condizioni del credito sovrano e potrebbero essere esposti, a vari gradi, alle condizioni macroeconomiche del Paese”.

I diretti interessati, com’era ovvio che accadesse, gettano abbondante acqua sul fuoco, a cominciare dal neo presidente dell’Eni, Giuseppe Recchi, che si dice per nulla preoccupato del warning americano sui titoli del cane a sei zampe.

Di uguale sapore tranquillizzante il commento a caldo di Flavio Cattaneo, Ad di Terna: “Se perde lo Stato perdono tutti. Parliamo di una messa sotto osservazione derivante dalla decisione sul rating dell’Italia di venerdì scorso. La nostra policy mette in conto queste oscillazioni e comunque in questo momento Terna non ha alcuna emissione di bond in corso”.

Gli fa eco l’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, che si dichiara assolutamente tranquillo: “Lavoriamo come sempre. E poi in fondo si tratta soltanto di un’allerta per aver messo sotto osservazione la Repubblica Italiana”.

Già, soltanto un’allerta ma suscettibile di creare pesanti conseguenze finanziarie a catena. Qualcuno nei giorni scorsi si domandava, a proposito del debito greco sull’orlo del default, se il potere attribuito dai mercati finanziari a questi “arbitri” chiamati a decidere di fatto delle sorti di paesi e di aziende non fosse eccessivo. E se non fosse il caso di far prevalere il giudizio di organi di controllo di sicura attendibilità come le Banche centrali o strutture sovranazionali come la Commissione europea, su quello di Moody’s, Standard&Poor’s e Fitch, la cui trasparenza e affidabilità risente ancora delle pesanti ombre che la grande crisi del 2008 gettò su di loro.

Potrebbero interessarti anche