La denuncia dell’Antitrust: “Riforme e liberalizzazioni bloccate”

catricala-sliderLa relazione di Catricalà: il processo riformatore si è arrestato, a rischio la vitalità del sistema economico

 

ROMA – “Nell’ultimo periodo il processo riformatore si è arrestato e le liberalizzazioni sono scivolate via dalle priorità dell’agenda politica”. L’allarme arriva del presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà nel corso della Relazione annuale sull’attività 2010, in cui si legge che “senza concorrenza è a rischio la vitalità, già compromessa, del sistema economico”. Non è tutto, perché “il primo disegno di legge sulla concorrenza non ha mai visto la luce”. Questo ritardo, ha insistito il Garante, “è grave, rallenta il processo di ammodernamento del Paese, fa perdere fiducia agli imprenditori che vogliono sfidare i monopolisti e agli stessi controllori. Deve essere recuperato il tempo perduto”.

Per Catricalà anche nel 2010 l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato si è trovata a denunciare sempre gli stessi “colli di bottiglia”: ferrovie, gestioni autostradali e aeroportuali, governance bancaria e assicurativa. Su questi settori, si legge nella Relazione, “è prioritario introdurre assetti di mercato realmente competitivi che possano agevolare la ripresa della crescita”. Durante il corso dell’anno l’Antitrust ha dovuto denunciare “pericolosi tentativi di chiusura dei mercati dettati dagli interessi particolari in settori come le farmacie, le assicurazioni, alcune professioni, i trasporti”.

Durante la presentazione sono stati messe in luce le principali problematiche riscontrate dall’Autorità. A partire dai premi Rc auto, aumentati secondo l’Antitrust “anche del 25 per cento” per gli autoveicoli e “di oltre il 35 per cento” per i motocicli. Nel mercato italiano, si legge, “le compagnie riversano sui consumatori le maggiori spese derivanti dall’inefficienza”. Contesta la relazione Fabio Cerchiai, presidente dell’Ania, l’Associazione delle compagnie assicuratrici, secondo cui gli aumenti delle polizze non dipendono dalle compagnie, ma “dalle inefficienze del sistema, esterne alle imprese”.

Altro settore sotto analisi è quello dei mutui: l’Antitrust sta infatti indagando su istituti bancari “sospettati di subordinare nei fatti la concessione dei prestiti alla sottoscrizione di polizze vita particolarmente costose”. Non commenta questo “malaffare” Giuseppe Mussari, presidente dell’Abi, che però aggiunge che “i prezzi dei servizi bancari e finanziari a giugno hanno segnato un calo dello 0,8 per cento su base annua”

C’è poi il problema delle reti, e in particolare di quelle ferroviarie, delle telecomunicazioni e postali: “Su chi le possiede in esclusiva – ha denunciato Catricalà – grava una speciale responsabilità, ma i monopolisti danno l’impressione di volerla eludere”. Per l’Antitrust si sta verificando un abuso di posizione dominante da parte di Ferrovie, Telecom e Poste. Per Mauro Moretti, amministratore delegato di Fs, l’Antitrust “fa bene a dire queste cose e a spingere per la liberalizzazione”.

Un altro monito è riservato ai servizi pubblici: “Il referendum sulla privatizzazione dell’acqua ha portato via con sé anche la liberalizzazione degli altri servizi pubblici locali, l’unica riforma pro-mercato della legislatura. Ciò – si legge – non può interpretarsi come una legittimazione del potere politico locale ad occupare definitivamente con le aziende municipalizzate tutte le aree economiche. I principi di buon andamento ed efficacia dell’azione amministrativa non sono stati messi in discussione – ha proseguito – ma a quelle regole devono attenere le aziende pubbliche. In caso di inefficienze e sprechi la via obbligata resta il ricorso al mercato e vigono ancora le norme del Trattato europeo sulle gare per la scelta del miglior affidatario”.

Tra il 2006 e il 2010, infine, gli interventi “hanno generato risparmi per oltre 1 miliardo di euro”: 73 milioni sono riconducibili alle indagini sui farmaci da banco, 130 milioni al procedimento sulla pasta, 280 milioni derivano dalle istruttorie sul latte in polvere per l’infanzia e 530 milioni di risparmio sono imputabili all’inchiesta sul gasdotto tunisino.

“Il Governo – ha commentato il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani – sta lavorando alle misure a favore della concorrenza e alcuni provvedimenti arriveranno nelle prossime settimane”. Per il presidente del Senato Renato Schifani “il ruolo svolto in questi anni dall’Autorità, grazie al contributo autorevole dei suoi componenti, rappresenta un presidio insostituibile per garantire il rispetto dei principi della concorrenza e del libero mercato”. Dello stesso avviso il presidente della Camera Gianfranco Fini, secondo cui “è fondamentale diffondere in tutta la società, nelle aziende, ma soprattutto nelle nostre stesse istituzioni, l’attenzione al ‘virus’ positivo della concorrenza: ne risulteranno rafforzati anche gli anticorpi contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia e anche la battaglia contro i fenomeni di corruzione diffusa ne trarrà giovamento”.

 

 


IL DOCUMENTO: Relazione annuale sull’attività svolta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

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