“Bene l’acqua, molto male i parcheggi blu”

nasone-roma-sliderL’Indagine dell’Agenzia per il Controllo e la Qualità dei Servizi pubblici. Peggiorano traffico e trasporti

 

ROMA – L’acqua potabile è il servizio pubblico locale che piace di più ai romani; la sosta a pagamento è invece quello che piace meno. È quanto emerge dalla IV Indagine sulla Qualità della Vita e i Servizi Pubblici Locali di Roma presentata dall’Agenzia per il Controllo e la Qualità dei Servizi Pubblici Romani.

Il Rapporto ha preso in considerazione il trasporto pubblico (autobus, tram, metropolitane, taxi), i servizi a carattere universale (acqua potabile, pulizia stradale, raccolta rifiuti, illuminazione), i servizi sociali (asili nido, farmacie comunali), i servizi culturali (Auditorium, Palazzo delle Esposizioni, Scuderie del Quirinale, Bioparco, Biblioteche di Roma, musei comunali), i servizi cimiteriali, la sosta a pagamento, i parchi e le ville.

Il voto medio, considerate tutte le categorie, è sostanzialmente stabile – parliamo di un 6,45 – in lieve flessione però rispetto al 2010 (6,55) e al 2009 (6.62). In generale, tra giugno 2010 e maggio 2011 è nettamente aumentata la quota di chi si dichiara “abbastanza soddisfatto” (46,3 per cento rispetto al 35,9) ma scendono altrettanto nettamente i “molto soddisfatti” (dal 37,3 per cento contro il 29,5). Sostanzialmente stabile, invece, il voto complessivo dato dagli abitanti delle zone centrali (6,55) rispetto a quello di chi abita nelle periferie (6,53).

voto-medio-servizi-pubbliciNell’analisi globale il voto più alto, lo dicevamo, va all’acqua potabile (8,2) seguita dai servizi culturali: Auditorium, Palaexpo e musei comunali, come si evince dal grafico che pubblichiamo al lato, superano tutti i 7,5 punti. Promossi, con la media del 6, anche metropolitana, illuminazione stradale, asili nido, servizi sociali municipali, farmacie comunali, biblioteche, Bioparco, servizi cimiteriali, parchi e ville.

Non piacciono, invece, la sosta a pagamento (4,7), la pulizia stradale (5), la raccolta dei rifiuti (5,7), i bus e i tram (5,4) e i taxi (5,8). Rispetto al 2010, in generale, il rapporto rileva una percezione più negativa per tutti i servizi culturali, che perdono circa mezzo punto. Un altro abbassamento della percezione della qualità dei servizi ha interessato le farmacie comunali e soprattutto la metropolitana, che però sconta i disagi dovuti ai cantieri.

Migliorano, rispetto al passato, la pulizia stradale, gli asili nido, i servizi sociali e la gestione dei cimiteri. Per quanto riguarda l’andamento complessivo dei servizi, per il 16,7 per cento del campione sono migliorati, per il 58 per cento sono rimasti uguali e per il 25,3 sono peggiorati. Con un giudizio “pesantemente negativo” sulla circolazione delle auto (per il 67,3 per cento peggiore rispetto a due anni fa).lato

Tra le priorità che l’Agenzia indica al Comune di Roma c’è sicuramente quella della pulizia delle strade seguita dal miglioramento della raccolta dei rifiuti, del servizio di autobus e tram e dell’illuminazione stradale. “Decoro e pulizia della città sono obiettivi prioritari per questa Amministrazione – ha commentato l’assessore all’Ambiente del Campidoglio Marco Visconti – e stiamo lavorando senza soste per rendere più efficienti i servizi e rendere più incisivi gli interventi”.

Un po’ “troppo” soddisfatto, a nostro avviso, l’assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma, secondo cui “dai dati dell’indagine emerge chiaramente che il gradimento del trasporto pubblico da parte degli interpellati è cresciuto. I numeri dicono che l’Amministrazione si sta muovendo nella direzione giusta e che i cittadini di Roma stanno apprezzando gli sforzi fatti”.

In coda, tra le priorità che il Campidoglio dovrebbe affrontare, ci sono invece il miglioramento dell’Auditorium, del Bioparco, delle farmacie comunali e del servizio taxi. Se quest’ultimo dato suscita qualche sorpresa (i romani non vedono di buon occhio, solitamente, le tariffe dei taxi e il numero di auto in circolazione, considerato sempre troppo esiguo), la spiegazione è semplice: si tratta di servizi utilizzati da una piccola parte della popolazione.

Inoltre, chi usa davvero e continuativamente i servizi, spiega l’Agenzia, sembra rilevare che essi siano migliori di quanto il sentire comune li percepisca. “È come se i non utilizzatori – ha spiegato il presidente dell’Assemblea capitolina Marco Pomarici – si facessero condizionare da luoghi comuni negativi. Invito dunque tutti i romani – ha concluso – a testare personalmente la qualità dei servizi pubblici locali: chissà che il diavolo non sia così brutto come lo si dipinge”.

Il campione dell’indagine, scaricabile in formato integrale da Romacapitale.net, è formato per il 53,4 per cento da uomini e per il 46,6 per cento da donne; la stragrande maggioranza ha tra i 30 e i 64 anni e le rilevazioni sono state svolte in tutte le zone del comune di Roma.

 

 


IL DOCUMENTO: Quarta indagine sulla Qualità della Vita e i Servizi Pubblici Locali nella città di Roma

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